Capire l'America, esercizio complicato 

di: Beppe Severgnini

 

Bisogna capire l'America. Attenzione: capire non vuol dire approvare o applaudire (anche se ne sentirete, di applausi, nei prossimi giorni: i freschi vincitori, in genere, piacciono). Capire vuol dire comprendere. Per esempio, i motivi per cui qualcuno fa qualcosa. Anche quando sembra arrogante o non siamo d'accordo. Anzi: soprattutto quando sembra arrogante e non siamo d'accordo.
E' un esercizio complicato. Quando vediamo i bambini di Bagdad festeggiare i marines, sappiamo che li aspetta una vita migliore. Ma quando leggiamo "un missile centra una caserma della guardia repubblicana", non pensiamo al Risiko. Pensiamo invece che là sotto sono morti, uno di fianco all'altro, criminali e poveri disgraziati, fanatici e padri di famiglia. E chiediamoci: alla rimozione dell'orrido Saddam non si poteva arrivare senza tanto sangue e dolore?
Eppure, ripeto: bisogna capire l'America. Stabilire qual è il suo progetto (perché gli americani ne hanno sempre uno; e l'amministrazione Bush non fa eccezione). Niente isolazionismo, come temeva/sperava qualcuno. L'obiettivo è continuare a essere il metronomo del mondo. Continuare a comandare, se preferite. Sta tutto scritto nel Progetto per il Nuovo Secolo Americano (www.newamericancentury.org): "La leadership americana è buona per l'America e per il mondo; e questa leadership richiede forza militare, energia diplomatica e impegno morale". Un manifesto ideologico in ventidue parole.
Diversi lettori hanno scritto preoccupati (le lettere sono su "Italians"). Molti trovano il progetto angoscioso: gli USA vogliono dominare il pianeta!.sostengono. Altri sono meno pessimisti: be', almeno l'America non si butta nelle guerre a casaccio, si consolano. Chi ha ragione? Tutti quanti. Il Progetto per il Nuovo Secolo Americano sembra, insieme, ambizioso e limitato (per comandare il mondo, bisogna farsi capire dal mondo). Ma non è un piano orwelliano. E', invece, il progetto strategico dell'unica potenza globale.
Gli USA, quindi, intendono restare una superpotenza? Che domande: certo che sì. Trovatemi un impero, nella storia, che abbia architettato la propria decadenza. L'Iraq è solo un primo passo. L'obiettivo è trasformare il Medio Oriente, un luogo del pianeta dove gli americani sanno d'aver sbagliato. Pensavano d'avere amici (e petrolio) sicuri, e hanno raccolto fallimenti e odio (su di sé e l'alleata Israele). Ora provano in altro modo. Vogliono agire, non reagire. Non necessariamente con altre guerre. A Riad, Damasco e Teheran hanno la TV. Dovrebbero aver capito.
Queste idee circolano da anni, a Washington. Dopo l'11 settembre 2001, i neoconservatori ("neocons") hanno trovato un'amministrazione che li sta a sentire. Alcuni li conosco. Ne ho incontrati anche in dicembre all'American Enterprise Institute, il loro santuario. Siamo in disaccordo su molte cose. Ma so che vogliono un mondo più sicuro. Non un campo di concentramento dove sventola la bandiera a stelle e strisce.
Questa, più o meno, è la strategia dell'America. Sarebbe interessante conoscere quella dell'Europa, ammesso che ne abbiamo una.

 

 

 

   

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