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Marzo 1986
Si
chiama Billy e la sua storia la conoscete perche’ da sempre si ripete con
pochi varianti. Billy e’ un bravo ragazzo, un po’ scapestrato. Lavora, ma
solo quanto basta per campare e pagarsi qualche innocente svago: una partita a
carte con gli amici, un bichierozzo di wisky, i favori di una ragazza del
saloon. Un giorno aspetta per strada la diligenza che deve appunto riportargli
la ragazza, andata per spese in un paese vicino. La diligenza arriva e la
ragazza c’e’. Ma morta, come tutti gli altri passeggeri meno che uno che,
spirando, racconta che sono stati tutti ammazzati da una banda di predoni.
Billy seppellisce la ragazza senza una lacrima, non dice nulla, ma pensa. Lo
sceriffo capisce cosa rimugina e cerca di dissuaderlo. Ma Billy ha deciso. Sella
il cavallo, infila nelle fondine due pistole. E va e va e va, seguendo le orme
degli assassini. Lo avvertono che costoro godono di protezione di un padrino
contro cui nessuno ha mai potuto fare nulla. Ma lui seguita ad andare. E alla
fine trova i predoni, uno dopo l’altro li uccide. Poi affronta in un duello al
sole il padrino e lo uccide anche lui.
Questa storia western ce l’hanno raccontata cento o mille volte. L’ultima
versione, in gigantografia, e’ quella di oggi, ambientata nel Golfo della
Sirte. Noi in Europa ci chiediamo, chi con stupore, chi con scandalo, chi con
indignazione perche’ gli americani sono laggiu’. Ecco perche’ ci sono
andati, per castigare il padrino che protegge e finanzia i killer della
“Lauro”, di Fiumicino, di Vienna, e di tante altre belle imprese
terroristiche.
Egli
ha violato la legge e minaccia la civile convivenza. Per difficile e azzardosa
che sia l’impresa, bisogna raggiungerlo dovunque si trovi, e castigarlo come
merita.
Si obiettera’ che tutto puo’ andare benissimo per un western, ma non e’
detto che vada altrettanto bene per la strategia di una grande potenza, le cui
decisioni coinvolgono, per di piu’ le sorti dei suoi alleati. Anche questo
e’ vero. Gli alleati degli USA non sono tutti Billy. Non lo siamo specialmente
noi italiani che col predone usiamo, da secoli, tutt’altra tattica:quella di
metterci d’accordo con lui regalandogli il calessino purche’ lasci in pace
la diligenza; e se l’ha saccheggiata, facendo a mezzo del bottino. Che e’
– intendiamoci bene – l’unica tattica a misure delle nostre forze.
Lette in questa chiave, le dichiarazioni di Craxi sono, nella loro ambiguita’,
abbastanza ragionevoli. La puntigliosa distinzione fra acque territoriali e
acque internazionali e fra azioni intraprese <<nel quadro>> della
Nato e fuori di esso, e’ puro cavillo. Ma non c’era da sperare niente di
meglio, mentre cìera da temere qualche cosa di peggio: che Craxi fosse ancora
una volta tentato di mettersi sul filo del vento pacifista e terzoforzista che
in Italia per soffiare, non ha nemmeno bisogno di provocazioni, e qui una ce
n’e’, abbastanza grossa.
<<Roba da Rambo>>, abbiamo infatti letto e udito in certi commenti.
Errore Rambo spara anche contro la legge per espiare le proprie colpe; Billy
spara per castigare quelle altrui e ristabilire la legge. Tant’e’ vero che
tutta l’America, anche quella che ripudia Rambo, si riconosce e solidarizza
con la diplomazia del suo presidente, o se preferite con la sua mancanza di
diplomazia. Il suo ministro della Difesa Weinberger l’ha riassunta cosi’
<<Cosa fa uno che, a passeggio pacificamente per la strada, viene sparato
alle spalle? Si volta e spara anche lui>>.
Parole di Billy, non di
Rambo.
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