C'era una volta L'America

Tratto dal libro "La stecca nel coro" di Indro Montanelli

 

 

 

26 Marzo 1986

 

Si chiama Billy e la sua storia la conoscete perche’ da sempre si ripete con pochi varianti. Billy e’ un bravo ragazzo, un po’ scapestrato. Lavora, ma solo quanto basta per campare e pagarsi qualche innocente svago: una partita a carte con gli amici, un bichierozzo di wisky, i favori di una ragazza del saloon. Un giorno aspetta per strada la diligenza che deve appunto riportargli la ragazza, andata per spese in un paese vicino. La diligenza arriva e la ragazza c’e’. Ma morta, come tutti gli altri passeggeri meno che uno che, spirando, racconta che sono stati tutti ammazzati da una banda di predoni.

      Billy seppellisce la ragazza senza una lacrima, non dice nulla, ma pensa. Lo sceriffo capisce cosa rimugina e cerca di dissuaderlo. Ma Billy ha deciso. Sella il cavallo, infila nelle fondine due pistole. E va e va e va, seguendo le orme degli assassini. Lo avvertono che costoro godono di protezione di un padrino contro cui nessuno ha mai potuto fare nulla. Ma lui seguita ad andare. E alla fine trova i predoni, uno dopo l’altro li uccide. Poi affronta in un duello al sole il padrino e lo uccide anche lui.

      Questa storia western ce l’hanno raccontata cento o mille volte. L’ultima versione, in gigantografia, e’ quella di oggi, ambientata nel Golfo della Sirte. Noi in Europa ci chiediamo, chi con stupore, chi con scandalo, chi con indignazione perche’ gli americani sono laggiu’. Ecco perche’ ci sono andati, per castigare il padrino che protegge e finanzia i killer della “Lauro”, di Fiumicino, di Vienna, e di tante altre belle imprese terroristiche.

Egli ha violato la legge e minaccia la civile convivenza. Per difficile e azzardosa che sia l’impresa, bisogna raggiungerlo dovunque si trovi, e castigarlo come merita.

      Si obiettera’ che tutto puo’ andare benissimo per un western, ma non e’ detto che vada altrettanto bene per la strategia di una grande potenza, le cui decisioni coinvolgono, per di piu’ le sorti dei suoi alleati. Anche questo e’ vero. Gli alleati degli USA non sono tutti Billy. Non lo siamo specialmente noi italiani che col predone usiamo, da secoli, tutt’altra tattica:quella di metterci d’accordo con lui regalandogli il calessino purche’ lasci in pace la diligenza; e se l’ha saccheggiata, facendo a mezzo del bottino. Che e’ – intendiamoci bene – l’unica tattica a misure delle nostre forze.

      Lette in questa chiave, le dichiarazioni di Craxi sono, nella loro ambiguita’, abbastanza ragionevoli. La puntigliosa distinzione fra acque territoriali e acque internazionali e fra azioni intraprese <<nel quadro>> della Nato e fuori di esso, e’ puro cavillo. Ma non c’era da sperare niente di meglio, mentre cìera da temere qualche cosa di peggio: che Craxi fosse ancora una volta tentato di mettersi sul filo del vento pacifista e terzoforzista che in Italia per soffiare, non ha nemmeno bisogno di provocazioni, e qui una ce n’e’, abbastanza grossa.

     <<Roba da Rambo>>, abbiamo infatti letto e udito in certi commenti. Errore Rambo spara anche contro la legge per espiare le proprie colpe; Billy spara per castigare quelle altrui e ristabilire la legge. Tant’e’ vero che tutta l’America, anche quella che ripudia Rambo, si riconosce e solidarizza con la diplomazia del suo presidente, o se preferite con la sua mancanza di diplomazia. Il suo ministro della Difesa Weinberger l’ha riassunta cosi’ <<Cosa fa uno che, a passeggio pacificamente per la strada, viene sparato alle spalle? Si volta e spara anche lui>>.

Parole di Billy, non di Rambo.

 

 

   

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