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Fratelli d'Italia
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è
cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò
Stringiamoci
a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò
2^
Parte
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Noi
siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.
Stringiamci
a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò
3^ Parte
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Uniamoci, amiamoci,
l'Unione, e l'amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamo’
4^ Parte
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Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte
Siamo pronti alla morte
L’Italia chiamo’
5^ Parte
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Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò |
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L'inno,
inizialmente conosciuto come Canto degli Italiani, fu scritto da
Mameli nel 1847 in occasione delle manifestazioni genovesi per le
riforme. Si compone di 5 strofe nella tonalità sol maggiore e ha un
ritmo puntato tipico delle marce. E' stato adottato dalla Repubblica
Italiana il 12 ottobre 1946.
Scipio:
L'elmo che indossa l'Italia pronta ad entrare in guerra contro gli
austriaci è del generale romano Publio Cornelio Scipione, detto
l'Africano, che sconfisse il generale cartaginese Annibale nella
battaglia di Zama (nell'attuale Algeria) nel 202 a.C. mettendo fine alla
seconda guerra punica.
Vittoria:
Nell'antica Roma alle schiave venivano tagliati i capelli per
distinguerle dalle donne libere che li portavano lunghi. La dea
Vittoria, schiava di Roma per volere divino, è chiamata ad offrire la
chioma affinché le venga tagliata.
coorte:
La Patria chiama alle armi: la coorte era un formazione da combattimento
dell'esercito romano, decima parte di una legione
Bandiera:
Mameli auspica che l'Italia del 1848, ancora divisa in 7 Stati (Regno di
Sardegna, Regno Lombardo-Veneto, Regno delle Due Sicilie, Stato
Pontificio, Granducato di Toscana, Ducato di Parma, Ducato di Modena),
si ritrovi unita sotto un'unica Bandiera e una sola speranza (speme).
Uniti
per Dio:
Mameli, profondamente mazziniano e repubblicano, s'ispira agli ideali
del fondatore della Giovine Italia e Giovini Europa. "Per Dio"
è un espressione mutuata dal francese che significa "attraverso
Dio" o "da Dio
Legnano:
A Legnano si svolse la battaglia del 1176, dove la Lega Lombarda, che
raggruppava i Comuni italiani guidati da Alberto da Giussano,
sconfissero Federico Barbarossa.
Ferruccio:
Il capitano Francesco Ferrucci fu il simbolo della strenue difesa della
Repubblica di Firenze, assediata dall'esercito imperiale di Carlo V nel
1530. Il 2 agosto, dieci giorni prima della capitolazione della città,
egli sconfisse le truppe nemiche a Gavinana; ferito e catturato, viene
finito a Firenze da Fabrizio Maramaldo, un italiano al soldo straniero,
al quale rivolse le celebri parole d'infamia "Tu uccidi un uomo
morto".
Balilla:
Balilla è il soprannome di Giambattista Perasso, il ragazzo genovese
simbolo della rivolta popolare contro gli austriaci. Il 10 dicembre
1746, dopo cinque giorni di lotta, la città ligure si libera
dell'occupazione straniera, durata alcuni mesi.
Vespri:
La sera del 30 marzo 1282 il suono delle campane (ogni squilla) chiama i
palermitani all'insurrezione contro i francesi di Carlo D'Angio. La
sommossa è ricordata come la rivolta dei Vespri siciliani.
Le
spade vendute:
Mameli sottolinea il declino dell'Austria: "le spade vendute"
sono le truppe mercenarie, deboli come giunchi. Questa strofa fu in
origine censurata dal Governo piemontese.
Aquila
d'Austria:
L'Aquila d'Austria è l'aquila bicipite, presente nello stemma degli
Asburgo. Il "cosacco" è la Russia. Con essa l'Austria
procedette allo smembramento della Polonia nel 1795. Ma il sangue sparso
dei popoli oppressi lacerò il cuore dell'aquila asburgica
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