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Togli
la causa e l'effetto sparirà
di:
Miguel
De Cervantes
La forma con cui è stato scritto questo testo mi diverte, il suo contenuto mi stuzzica. (ere)
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LA
MALATTIA (Se la conosci non ti frega)
Va
subito ben chiarito che chi scrive non è un medico, e in questo senso non ho
pretesa alcuna; desidero solo portare la mia visione, in quanto solo esperienza
di chi osserva molto curiosamente ciò che accade nella vita. So di essere di
conseguenza un ficcanaso, e il dito l'ho per vizio di metterlo dappertutto fin
da quando ero bambino; pare a me come un gioco, perché ogni cosa di questo
mondo, mi riempie di stupore e di meraviglia e ringrazio per questo il buon Dio
per essere venuto così al mondo. Spero sempre di quel che dico, di non romper
con nessuno, poiché è l'ultima cosa ch'io desidero. E' una forma di delirio;
abbiate così un po' di accondiscendenza per questa mente capricciosa che non
sta mai tranquilla e vuol essere sempre ben nutrita, e per questo non è mai
appagata e vuol sempre indagà. Ora mi accingo a ciel sereno perciò che vi
voglio raccontare. E' di turno la malattia e poiché mi ritengo pure atleta, ho
una grande voglia de bastonà. Su coraggio!, non fa poi così paura, se ci giri
attorno la puoi pure fregà; è mai possibile che sta stronza ce venga comandar
in ogni fatto della vita; è una grande rompipalle, una bella lezioncina bisogna
pur decidersi a castigà; anche se sinceramente devo dire che la malattia non ha
avuto su di me una grande padronanza, ma le cose dei bambini le ho avute pure
io: un' appendicite a dodici anni, qualche raffreddore lungo gli anni e qualche
giramento di umore, ma in definitiva niente poi, così di male. E' il mio cuore
ad essere stato ferito, quello sì: sono pur sempre figlio della guerra, ed è
stata assai dura, ma come il dolore sempre insegna, se vuoi capir la vita ed
essere plasmato, devi lasciar cadere il soldo e fallo così girar. Non vorrei
per questo sembrar patetico, ma credo sia un dovere, senza per questo
soffermarmi sui particolari che son stati per me epistolari, perché poi alla
fine venga a qual diritto a parlare proprio io della malattia. Ma cosa volete
che vi dica; lo studio dell'umano mi ha sempre assai impegnato, e fin da piccolo
mi sono sempre pure chiesto: " Ma perché l'uomo si ammala nel corpo e
nella mente? Oppure è prima il corpo o è prima la mente ?". Qualcosina
ora penso di aver capito; quel che si ammala è la nostra anima; il corpo e la
mente sono solo il riflesso del tracciato che ci portiamo dentro; di conseguenza
il tentativo di parlare della malattia partirà proprio da questo mio
convincimento e guarda caso non sono poi il solo; credevo di aver scoperto
l'acqua calda ma siamo in molti, per la verità, ad avere queste idee; anzi fin
dagli albori della vita, in tutte le forme, colori e sfumature, e ciò vuol dire
che qualcosa poi di vero in tutto questo ci deve pure essere. Buona lettura a
tutti voi, e se troverete nel vostro bisogno un po' di sollievo o la forza per
guarire che generosamente regna sovrana in ciascuno di noi, si andrà a ben
capire le parole del Maestro Gesù: "La tua fede ti ha così salvato".
Di conseguenza se l'autoguarigione potrà così trasformarsi come un miracolo,
che poi miracolo non è, ma solo un modo di chiamare quella gran presa di
coscienza che porta l'anima alla libertà. Si potrà anche per questo ben capire
perché il Maestro Gesù abbia anche pur detto: " Non rimanete come zombi
"; come a dire per la cultura di quei tempi, cacciate da voi i demoni ( e
che demoni, in questo calderone, cosa mai non salterebbe fuori!) e l'anima
vostra guarirà. Odio, rancore, vendetta, risentimento, e se volete datemi pure
un'enciclopedia perché ho tanto da segnà. "Dio non dona la salvezza, per
un fatto di enpatia; che Padre mai parrebbe; a te do questo e a te fò quello,
magari già che ci siamo, mettiamo pure i numeri alla lotteria; così se vinci,
vinci pure la malattia. Ma quand'è che alzeremo gli occhi al cielo, a portar
rispetto per la Legge del Padre che sta lassù in cielo?. Il vero tribunale
della vita non è quello che fanno gli omini che l'acqua tira sempre al lor
mulino; come a dir: " chi cavolo se ne frega di chi è la ragione. Qui il
potere sono io, e questo s'ha da fa". Ma se per questo diciamo ed è pur
vero, " chi è senza peccato lanci la prima pietra "; che il Maestro
Gesù volesse dir questo?. Quanto e poi quanto, si dovrà così aspettare la
fine di quei tempi; stando così le cose, col binocolo noi vedremo; e che vuol
dire mai. Dio è Dio, cioè l'Essere Perfettissimo; l'ho imparato tanti anni fa
quando ero bambino che alla domenica vestito così a festa andavo in chiesa ad
imparar la catechesi. Mi rivolgo allora a tutti i sapientoni e pure ai grandi
guaritori; "dateve pure na mossa che a guarir nun po' niuno, ma la
coscienza di ciascuno che se deve assai sveglià"; caso mai per chi si
orienta in questo campo e vuol aiutare el malato, è assai importante lo
atteggiamento che se fatto con il core, il che vuol dire grande amore, può
veramente assai aiutà; ma mai per questo non ti devi montar la testa, e non
dimenticar che è sempre e ancora sempre di autoguarigione che se deve parlà.
Dico per questo pure al dottor Vigorelli: se vuoi scrivere de " miracoli
" te devi prima neutralizzà. Mamma mia, cosa ho mai fin qui detto, che
abbia osato troppo! Spero di non scatenar tuoni e fulmini in cielo e in terra,
ma come direbbero quei simpaticoni di Enzo Iacchetti ed Ezio Greggio su Striscia
la notizia " ma per favore, ma per favore, lasciateci dire il nostro
pensiero e fateci lavorà". Scusatemi, mi pare quasi uno sfogo; che sia lo
archetipo del guerriero che ogni tanto spunta fora pure quello!; " Zitto,
zitto", gli rispondo, vai di là a dormire e lasciami tranquillo a continuà.
Di conseguenza, per parlar della malattia, dovremmo ritornar alla storia della
vita, perché inevitabilmente tutto è cominciato da lì. Possiamo per questo,
se vogliamo guardare i libri della storia, ma anche più semplicemente lasciarci
andare con un po' di fantasia, che sotto sotto fantasia poi non è, perché in
fin dei conti, la storia della vita è ben scritta dentro in ciascuno di noi;
basterà che te lasci andà, piano piano, e tutto come fosse un sogno, la storia
vera se verrà da sola a raccontà. Personalmente voglio così pensare che le
prime creature della storia fossero sane e belle; la donna la vedo un po' come
una Venere e l' omo un po' come l'Ercole Farnese; e guarda caso pure
Michelagnolo ne aveva così visione; basta per questo alzar gli occhi al
cupolone di S.Pietro, e quale meraviglia l'arte che l'omo te potrà donà, in
tutta la sua magnificenza, anche se poi l'omo te appare nudo nun te devi vergognà,
perché così Dio t'ha fatto e per tanta bellezza nun te ne devi scordà. Ma
sembra, ed è invece pur vero che strada facendo qualcosa, giorno per giorno non
abbia ad avere funzionato. L'ambiente di quel tempo di certo non conosceva
l'ecologia e questo mi porta a ben pensare che è nella natura dell'uomo che sta
la vera storia della malattia. Ma a questo proposito, come ci dovremo porre la
domanda? " E' stata prima la genetica o la psicologia?". Questa sì
ch'è poi bella; mi sa un po' come l'uovo e la gallina; ma se la risposta a
quest'ultimo quesito par essere un dilemma, una cosa pare certa: la malattia fa
ben parte della vita, e se salta fora a disturbar l'occhio dell'artista, per chi
è anche analista non può rimanere a contemplà; deve alzar le chiappe e andar
così a indagar. Perché ho poi mai così tanta forza nel mio dire, da dove
saltan fori queste mie precise convinzioni; ma che volete che vi dica, ho per
questo avuto in dono un grande privilegio. Ho assistito con questi miei occhi
una quindicina d'anni fa, a quel straordinario fenomeno che son le stimmate
nella persona che è Pierina; che sono stato ripetutamente a visitar, in quella
città che è Rovigo. Poter assistere a questo evento, rimane qualcosa di
straordinario che non si potrà più dimenticar. Oltre che riempir l'animo mio
di stupore e meraviglia, "l'imitatio Christi", che è pura opera di
fede (non vi è nulla di onnipotenza, ma per le menti assai umili, semplicemente
il profondo desiderio di eguagliar la sofferenza del Maestro, come atto
d'immenso amore per dimostrare a Lui così la profonda devozione. Anche se per
la verità, non sempre di umiltà possiam parlare; qualche caso di delirio c'è
pur stato; ( vedi per questo Micro Mega 3|99 pag. 194 e Stigmate e Stigmatizzati
di Anna Maria Turi per l'ediz. Mediterranee), ma diciamoci pure la verità: chi
può veramente dirlo che per essere santi, un po' matti bisogna anche pur sembrà;
ne so qualcosa pure io, che quando devo parlare de sti argomenti scrivo pure in
tanti dialetti, come per sfuggire a denti stretti, e a crear nel gioco dello
scrivere un po' di simpatia e poter così dire la mia. Ma statevi pur
tranquilli, è tutto a posto; qualche volta bisogna aver il coraggio di uscire
dai parametri per parlare di questi complicati argomenti; ma cosa volete che vi
dica, in fin dei conti essere anche un po' matti, par anche che sia questa la
forza dell'amore e della fede, che nel caricarti di oblìo ti porta a spasso a
nozze e a festa; l'importante è sapersi poi fermà. E qui desidero subito
chiarire di non voler entrare in complicanze religiose e sembrar così blasfemo;
non è questa la mia intenzione, a me interessa lo studio dello fenomeno.
L'accadimento della fede lascio pure volentieri a chi per questo di dovere; è
la mente che mi attira, per tutto quello che può fare. Dimentichiamoci così
pur di Nietzsche, non abbiamo bisogno di delirio, ma di capire bensì il grande
dono che il Padre Nostro ci ha dato. Par sempre che siamo senza soldi e star così
sempre a piagnucolar; tiriamola fori questa grande ricchezza che è la nostra
mente, ma stiamo anche attenti a non dimenticar la coscienza, perché l'errore
è pur sempre dietro l'angolo. Non basta avere il bidet per essere evoluti,
quello è ben altra cosa; così pure per l'accademico e qual è il rischio che
ne può derivare, se di pari passo non sviluppi anche la coscienza e nel
potenziare l'intelletto, tralasci le complicanze psicologiche non risolte,
avremo così una persona colta, che par avere la mente aperta, almeno così si
pensa, ma condizionata dal di dentro. Che pretese hai di comandar la mente, se
poi questi blocchi te continuano a perseguitar e a comandar le azioni della
vita? Bisogna allora avere il coraggio di fermarsi e ho per questo bene a mente
quel Docente Universitario che aveva tre lauree, e a quel primo giorno che mi
disse : " Mario ti prego, ho 52 anni: quando insegno ai miei studenti, par
loro ch'io sia un Dio, ma quando son fori dell'ambiente, mi accorgo qual
disastro sono io. Finalmente ho preso il coraggio di mettermi al microscopio e
lasciarmi esaminà, voglio raggiungere quello che tu chiami la liberazione, e a
prendere così la vera maturazione, che le tre lauree non hanno saputo
completar". Questo sì che è veramente un uomo, spogliarsi dalle maschere
e tirar fori la vera anima; è l'atto del grande coraggio e rispetto della vita
di qualsiasi età. Boni boni, non sto mica parlando di Annibal; una cosa però
è certa, senza fare di erba un fascio, sembra a me che la super intelligenzia,
se non è pari allo sviluppo della coscienza va a produr quel gran rischio in
quel qualcosa ch'io semplicemente chiamo INVERSAMENTE PROPORZIONALE; strano, è
vero, ma già che ci siamo, stiamo attenti pure ai serial killer, che sembra
vada oggi anzi di moda perché sbucan fori da tutte le parti. Da dove vengono
tutte ste malattie e sti comportamenti? Se prima eran i dèmoni, oggi è la
psicosomatica; ma ne parleremo dopo, perché vorrei continuar con Pierina, la
stigmatizzata. Non sono andato lì a casa sua coi fili e gli elettrodi come
farebbe quella degnissima persona che sta nel Dott. Marco Margnelli (autore di
quel volume "Gente di Dio" - Sugarco Edizioni), giustamente ritenuto a
buon ragione il più grande studioso al mondo sui fenomeni delle stigmate, e a
cui benevolmente concedendomi il suo tempo, abbiam così varie volte discusso
nel '92 alle Stelline di Milano; grazie per questo Dott. Margnelli per la sua
disponibilità, ma il modo di osservare le cose della vita per me è
semplicemente un po' diverso, tutto qui. Star lì a vedere quelli fori nelle
mani, poi nei piedi, il costato e le spine poi nel capo, senza segni di dolore,
senza che vi sia infezione alcuna, e questo già da settant'anni tutti i Santi
venerdì, bisogna stare molto calmi e osservare ciò che avviene, qualcosa di
straordinario e d'importante si può veramente imparà. Credo a questo punto che
i miei pazientissimi lettori, comincino a capire dove voglio poter arrivà. Lì
nel silenzio della notte, con lo odore del sangue che pareva scendere a più non
posso, e sotto la spinta della sua fede, Pierina, che mi aveva preso molto a
cuore, par che mi volesse fare dono di quel grande insegnamento che l'ha
impegnata tutta una vita; < eccoti qua il gran mistero >, basta volerlo
intensamente con il core, così faccio pure con le malattie; se mi vengono a
scocciar le mando pure via, come apro e chiudo le mie stimmate; ma stai attento,
non basta saperlo fare, bisogna veramente anche volerlo (intendeva l'autoguarigione).
Come paion sagge queste parole. Mi disse pure un giorno: " Dì pure al tuo
malato di ulcera ( ma che io non avevo detto nulla di questo), di sputar fori il
rospo, ma che lo faccia veramente; e di non far finta di niente, l'ulcera vedrai
allora come gli sparirà". Mi vien in mente a tal proposito le parole del
mio Maestro che a lui mi sono sempre assai ispirà, C.Gustav Jung "Il
paziente ha sempre qualcosa da nascondere, vien così il suo disagio e pur così
la malattia"; il problema così diceva non sta soltanto a rivelarla ( la
confessione ) ma bensì a trasformarlo ( l'educazione ). E qui vien di
conseguenza gloriosamente in ballo la Magia, ma non di certo quella televisiva,
che di magia ha assai ben poco; anzi per la verità proprio nulla, se mai quella
di poter fregà; vedi un po' sta Vanna Marchi cosa t'ha pure combinà e questo
purtroppo ne è solo un esempio, ma che sta in verità dilagando a più non
posso; ma non spetta a me giudicar questa gente; la OFFESA è per la mia MAGIA
(oltre che per la povera gente) per questa scienza assai antica dei Maestri e
non dei ciarlatani. Di conseguenza, parleremo ora dell'alchimia che è un po'
figlia della MAGIA. A parlarne per primo fu Ermete Trismegisto, così chiamata
anche " ARTE ERMETICA "; il " TRE VOLTE GRANDE " in quanto
par essere stato il Fondatore. Il Maestro Jung che l'Alchimia aveva ben
studiato, ne ha fondato par così la sua psicoterapia, in quanto avendone
scorporato il suo valore, è stato così il primo che nel XX ° secolo ha
dimostrato in termini psicologici, come i simboli alchemici sian simili alle
immagini archetipiche dei sogni; la trasmutazione del vil metallo in puro oro;
il Santo Graal dei Templari, le nozze alchemiche da combinare;la pietra
filosofale per farci se vuoi così raggiungere il diamante puro, vale a dire il
nostro SE'. Non voglio complicar la mente ai miei gentili lettori con la
psicoalchimia; mi limiterò a semplificar per una piacevole lettura a spiegar
l'alchimia e i suoi specifici tre livelli. E vado così a spiegare il NERO che
corrisponde alla Nigredo; il BIANCO all' Albedo, il ROSSO alla Rubedo. Il
BENESSERE sta di non cader vittima della Nigredo, perché in questo precipitatio
regnerà così la malattia, che se portata ai suoi estremi, può per questo dare
pure la morte. Quanto può essere varia l'Opera della MAGIA; a tal proposito mi
vien in mente quando nel '91 alle Stelline di Milano,aspettando il fine sera del
Monsignor Milingo, dopo aver benedetto centinaia e centinaia di fedeli che da
tutta Italia eran fin lì giunti e qualcuno pure dall'estero; volevo con lui
poter discutere delle mie idee, quando lo vidi rimaner solo, ed era quasi notte,
mi avvicinai con atteggiamento rispettoso, il Monsignor con quegli occhi grandi
puri e buoni, quasi con uno sguardo da bambino disse: " Vieni, vieni pur
figliolo". Non mi disse una parola, ma ungendosi il ditone con un po'
d'olio "Santo", mi diede la sua benedizione al posto della
conversazione. Chissà, a volte più che le parole può fare molto pure quella.
Basta crederci e l'atto di Alta Magia ti può fare pure il dono. E così
affascinato dal potere dell'Alchimia e della sua Magia, vengo a conoscere
attraverso una mia allieva laureanda in Lettere e Filosofia, che come tesi di
laurea aveva scelto di portare l'esperienza dello psicologo Regista ALEJANDRO
JODOROWSKY fondatore della PSICOMAGIA che lui chiama Terapia Panica ( Ed.
Feltrinelli ), e comincio così, sempre più a consolidar le mie idee, lo
psicofarmaco della Parola, la potenza del mito e del rito; lo immaginale e il
simbolo, linguaggio puro dell'inconscio, sono così lo strumento del mio lavoro
e della mia ricerca per l'autoguarigione. A consolidare i miei principi, mi
venne d'aiuto quel meraviglioso gruppo di ricerca che si nucleava in quel di
Albignasego (PD), fatto da Medici di ogni provenienza e da tanta brava gente,
che avevano tante cose belle da poter dire, e che qui voglio ricordare con gioia
e riconoscenza. Dal "95 al '98 , per tutte le sere del giovedì dalle 22 e
a volte fin mattino a discuter per le nostre idee; non certo per la vana gloria
ma per puro amore della ricerca; e qui desidero ricordar almeno alcuni: dal
Dottor Paolo Rossaro fondatore e Presidente del gruppo; il medico psichiatra
Stanis Previato ( quante cose ha da dire quest'uomo, per la sua conoscenza ha da
meravigliare il mondo intero); Ali Omar, Medico Omeopata ma anche gran cultore
d'altre esperienze, e che dire mai di quel mattacchione di Ferruccio, a sfidarci
a sangue per le nostre idee, lui per le sue diete, io per la psiche, e di Fabio
Peretto, Medico Cardiologo, grande anche come allievo e il grande amico ma anche
allievo, Dottor Mauro Sartori, che con lui per sperimentare le idee ne abbiam
combinate di tutti i colori. Ma cosa volete che vi dica; la ricerca è assai
varia e capire i meccanismi della mente comporta molto studio e tanto sacrificio
e perché no, anche intelligenzia, che pare a volte di aver dimenticato che il
buon Dio ci ha regalato; così come per la coscienza che è lo scopo per cui
siamo nati. Ma pare invece che a goderne sia proprio la sofferenza. Quando tu
uomo allora, smetterai di rimproverare Dio di averti fatto venire al mondo!
Perché invece di disperdere l'energia con la rabbia e coi veleni non cerchi di
aprirti alla gioia a cuor sereno, magari con un semplice sorriso; la malattia
vedrai non ti farà più paura. Ed è questa la mia precisa convinzione, come il
corpo e la mente così si può guarir. L'Alchimia, la Psicoterapia, lo
Psicofarmaco della parola, l'arte, la recitazione, il buon servizio fatto con il
cuore e con il pensiero positivo, la vera fede e tanto quant'altro aiuti a sanar
l'anima e a fortificar la coscienza la Signora Malattia andrà, non per
stanchezza e neppure per diritto ma come ben si dice per suo dovere dritta
dritta in pensione. E già che ci siamo, stiamo pur attenti a quella parte di
NEW AGE, che dal suo movimento porterà anche gran rinnovamento; ma pure anche i
gran furboni proprio perché gran furboni se vorrà così intrufolà; che questi
sian mandati pure al rogo, perché da costoro ce ne possiamo assai fregà. Per
diversa misura per queste mie idee, sono fiero di essere nato; di sentirmi pure
un infaticabile guerriero, per l'aiuto che penso di poter dare quando qualcuno
me lo chiede. A volte vorrei, per tanta foga loro dire: " Datemi un punto
d'appoggio e vi solleverò il mondo"; mi scusi Signor Archimede e questo
non per vanità, ma per la spinta che sta nel cuore; ma che volete che vi dica:
sono un uomo libero ' potrei arrivare a dire pure quello ', anzi sono nato
libero; non appartengo che a me stesso e alla forza che mi porto dentro, nella
mia testa non sventolano altre bandiere se non quelle della verità. La mia
gioia è tutta qui e di poterla così donà, e nel mandare la malattia in culo
alla balena, vi abbraccio forte forte per avermi fin qui, con la vostra pazienza
seguito per le mie idee e la mia esperienza che vi ho voluto semplicemente
comunicà.
OGNI BENE A TUTTI
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