22/05/2009:
Giacchè temo per la sorte di queste video interviste sui canali informatici...oltre
che il video..pubblico anche la trascrizione dell'intervista stessa.
Blog:
Clementina Forleo, magistrato, benvenuta per il blog di Beppe Grillo, intanto
come sta? Forleo: bene, tranquilla Blog: lei attualmente lavora
alla procura di Cremona... Forleo: al tribunale ufficio gip
di Cremona Blog: abbiamo saputo di questa
sentenza del Tar che che
le ha dato ragione. Cosa ha provato quando ha letto questa sentenza? Forleo: quando ho saputo quel
giorno, ero in udienza, quando mi ha chiamato uno dei miei difensori per darmi
questa notizia non ci volevo credere perché non le nascondo che negli ultimi
tempi avevo un po' perso fiducia nella giustizia e questa secondo me è stata una
pagina molto importante. Non per me, per la mia persona ma per il popolo
italiano, che un magistrato indipendente e autonomo rappresenta nell'esercizio
delle sue funzioni. E secondo me non è stato un caso, o meglio è stato un caso e
nello stesso tempo è stato significativo che questa pronuncia che ha valutato negativamente il giudizio del Consiglio
superiore della magistratura in diritto, senza scendere nel
merito delle accuse che mi si erano rivolte, caduta in concomitanza con delle
decisioni altrettanto importanti e se vogliamo parallele. Mi riferisco
all'ordinanza di archiviazione del gip
di Salerno che ha dato piena ragione all'operato di Luigi De Magistris e ha denudato
determinati potentati purtroppo anche giudiziari di Catanzaro. Ed è venuta anche
in concomitanza con la decisione del Tribunale del riesame di Roma che ha dato piena ragione a
Gioacchino Genchi,
ordinando la restituzione del famoso archivio, per cui Gioacchino Genchi
consulente del dottor De Magistris era stato esposto al pubblico ludibrio da
alcuni esponenti della nostra classe politica dicendo che era stato l'artefice e
il protagonista di uno dei più grossi scandali della Repubblica. Io credo che
queste decisioni siano molto importanti non per i singoli protagonisti, ma per
le istituzioni tutte, in particolare per la gente, per i cittadini che hanno
diritto di essere uguali tutti di fronte alla legge e per la salvaguardia di
questo principio, a mio avviso, occorrono magistrati liberi, indipendenti e
autonomi non solo dal potere politico ma anche dallo stesso potere giudiziario
perché ques ta a mio avviso è la novità degli ultimi tempi. Io dico che il grosso cambiamento dal '92 in
poi è stato questo: che mentre nel '92 occorreva difendere l'autonomia e
l'indipendenza del magistrato o del giudice dal potere politico, occorre
difenderla anche e soprattutto, se vogliamo, dall'interno cioè dal potere giudiziario
perché il potere politico ha compreso che per andare avanti, per instaurare un
regime, per instaurare quella che è stata definita Democrazia autoritaria, era
fondamentale innanzitutto deviare l'informazione e poi, appunto, munirsi di un
potere giudiziario servile e quindi inserire nei luoghi apicali della
magistratura persone che avrebbero dovuto fare determinati interessi sopprimendo
l'autonomia e l'indipendenza del magistrato libero del giudice libero Blog: l'inchiesta Unipol non è più
continuata. Cos'è stata una sconfitta? Forleo: guardi io so soltanto
questo, che una delle più amare pagine - questa è una mia opinione - che una
delle più amare pagine della magistratura sia stata scritta il 29 luglio scorso,
quando ero ancora giudice di quel caso ed ero assente per qualche giorno per un
incidente domestico, quando fu rispolverata dai cassetti della procura milanese
dove riposava senza che io lo sapessi la richiesta che tornava dal Senato per il
senatore Nicola Latorre
fu rispolverata e fu mandata a un giudice di turno, il quale non attese come
appunto si conviene in questi casi il mio rientro che sarebbe dovuto avvenire
dopo qualche giorno ma decise appunto in due giorni come se si trattasse di una
cosa particolarmente urgente quando appunto si poteva attendere due giorni.
Credo che questa sia una pagina buia per la magistratura per certa magistratura
che si era battuta appunto nel '92 per l'indipendenza e l'autonomia del giudice. Blog: lei è stata dipinta un po'
come una pazza dalla varia stampa, pensa di essersi potuta difendere in tutta
questa vicenda oppure no? Forleo: mah, guardi io credo che
proprio il fatto che il giudice scomodo che non si può annientare in altro modo
lo si definisca pazzo è proprio dei sistemi autoritari. L'intellettuale, il
giudice o la persona che è libera e che non la si può contenere in altro modo è
pazza per definizione.
Ma è tipico appunto dei sistemi autoritari. Quando non si hanno altri strumenti
per sbaragliare il nemico lo si definisce un pazzo. Blog: da quello che dice sembra
di capire che la politica, o meglio il potere politico ha vinto sulla giustizia Forleo: ha vinto sulla giustizia
servendosi di apparati della giustizia Blog: questo è molto grave! Forleo: è molto grave che
apparati della giustizia si siano venduti, abbiano ceduto a questo compromesso a
questa mediazione, si siano dati la mano. Io sono d'accordo con Marco Travaglio quando dice che
i giudici liberi come quelli di Salerno penso al dottor Apicella che è stato privato delle sue funzioni e
dello stipendio, penso anche ai suoi
sostituti Berasani e Nuzzi che sono stati trasferiti per aver
esercitato un atto cha è stato poi avallato dal tribunale del riesame del luogo.
Sono stati consegnati - dice appunto Marco Travaglio - dallo stesso potere
giudiziario, cioè della serie "non ve li
prendete voi ve li diamo noi". E' per questo che siamo secondo me
alla vigilia di un regime
se non proprio in un regime, basta leggere qualunque giornale anche il giornale
più libero per vedere come
l'informazione è deviata e deviante, basta accendere il nostro
telev isore e ormai io sono dell'avviso che solo la rete - e se oscurano anche
quella mi risulta che negli ultimi tempi ci stiamo avviando su quella strada -
la rete ci salverà Blog: con la riforma della
giustizia che potrebbe passare un magistrato non potrebbe più avviare delle
inchieste apprendendo notizie dai giornali. Come giudica questa novità? Forleo: riformare la giustizia
sicuramente serve ma non serve riformarla in questo modo. Non far passare alla
gente al cittadino la conoscenza di quello che avviene ai suoi danni secondo me
è scandaloso. La riforma delle
intercettazioni telefoniche che cosa serve? Non certamente a
risparmiare. Serve evidentemente ad evitare che la gente venga a conoscenza di
telefonate che coinvolgono potenti, che coinvolgono potentati politici,
economici e anche giudiziari, pensiamo per esempio alla famosa telefonata di
Giuseppe Chiaravallotti,
che era un alto magistrato che attualmente è vicepresidente dell'authority per
la privacy, che parlando con la sua segretaria di De Magistris ebbe a dire
"questo è un pagliaccio lo dobbiamo ammazzare? Non conviene! Gli faremo passare
gli anni suoi a difendersi e diamo i soldi alla camorra." Sarebbe stata una
battuta di pessimo gusto qualora poi i fatti non gli avessero dato ragione. Fu
una profezia. Credo che questa riforma voglia proprio quello, voglia che la
gente non sappia queste cose che avvengono evidentemente ai suoi danni Blog: subisce ancora minacce? Forleo: guardi minacce vere nel
senso classico del termine come quelle che ho avuto ai tempi addietro non ne ho
più avute. L'ultima lettera che ritengo inquietante l'ho avuta in concomitanza
delle mie audiuzioni a Brescia subito dopo aver ricevuto quel proiettile che
arrivò anche al dottor De Magistris. In questa busta recapitatami presso la mia
abitazione c'era una mia fotografia ritagliata da un giornale con una scritta
pesante. Siccome io in quel momento non stavo più trattando indagini
particolarmente delicate evidentemente questo era un avvertimento che concerneva
le mie dichiarazioni. Questo ovviamente e logicamente lo desumo, non ho certezze
a riguardo, lo desumo logicamente era connessa appunto alle mie dichiarazioni a
Brescia, che aldilà del contenuto, o meglio della penale rilevanza, sono
dichiarazioni che hanno purtroppo messo a nudo personaggi chiave del sistema Blog: quindi lei non ha paura? Forleo: guardi io le dico che
non ho mai vissuto nella paura, certo è da incoscienti non avere paura però la
paura tradizionale non l'ho mai avuta. Del resto sono d'accordo con chi
soddiceva, del resto più illustre di me, che chi ha paura muore ogni giorno. Io non ho paura per me.
Ho paura in questo momento per la gente, per il popolo e ho paura anche per
questa indifferenza che noto. Per questa rassegnazione. Ecco perché secondo me
la rete è fondamentale, proprio per vincere la rassegnazione perché solo
vincendo la rassegnazione e l'indifferenza si può vincere il buio della
Repubblica. Perché a mio avviso siamo nella notte della Repubblica Blog: l'incidente dei genitori
suoi? E' stato detto di tutto. Lei si è fatta un'idea? Forleo: guardi quell'incidente
era stato profetizzato in una delle tante lettere che mi erano arrivate, una
lettera che non era rozza, ma molto articolata però dalle indagini che sono
state esperite non hanno portato a risultati di questo tipo. E' stata una
coincidenza fortuita Blog: venendo ai tempi nostri,
dopo questa sentenza del Tar ha vinto il popolo italiano? Forleo: ha vinto il popolo italiano,
ripeto, è molto importante il fatto che puntualmente il Tar un organo
amministrativo sbugiardi l'operato del Consiglio superiore della magistratura è
significativo! Perché io non posso pensare che il Consiglio superiore della
magistratura composto da magistrati, composto da persone di un certo spessore
sia praticamente così ignorante da ledere puntualmente determinati principi. E
questa pronuncia ne è stata la prova perché non si è entrato nel merito delle
accuse, si è detto che aldilà della veridicità o meno tra virgolette accuse, di
quello che avrei fatto e di quello che non avrei fatto, quelle accuse non
consentivano il trasferimento. Cioè non c'erano proprio i presupposti per
l'applicazione di quella norma. Purtroppo, ormai, nel Consiglio superiore della
magistratura agiscono, non lo dico io ma lo dicono ormai tutti, purtroppo
dominano delle logiche clientelari e
logiche di spartizione del potere perfettamente analoghe e
sovrapponibili a quelle che dominano in altri palazzi. In palazzi appunto della
politica e questo a mio avviso in magistratura non dovrebbe assolutamente
avvenire. Ma questo non solo in negativo, cioè quando si punisce tra virgolette
un magistrato, ma anche in positivo. Ormai le nomine per il conferimento di
incarichi direttivi importanti non avvengono secondo dei criteri di trasparenza,
vengono a seconda delle logiche spartitorie. Se non si è agganciati a una
corrente difficilmente si fa carriera. Ripeto non lo dico solo io, è un dato di
fatto Blog: appunto, ha citato le
correnti, in magistratura esistono anche queste correnti Forleo: infatti io, prima si
parlava di riforma della giustizia, io ho sempre detto e mi rendo conto... Blog: ...lei non è iscritta a
nessuna corrente? Forleo: io non sono iscritta a
nessuna corrente, anzi, ho preannunciato ciò per cui non ho ancora avuto il
tempo materiale per formalizzare, le mie dimissioni dall'Associazione nazionale
magistrati, perché ritengo che in questo contesto avrebbe dovuto assumere un
atteggiamento completamente diverso da quello che ha assunto in questi casi
particolari sempre nell'interesse dei cittadini e non nell'interesse dei singoli
magistrati. Mi rendo conto che nel breve periodo è un po' difficile però nel
medio e lungo periodo occorra una riforma della giustizia che parta dalla
liberazione del potere giudiziario, quindi del Consiglio superiore della
magistratura dalle cosiddette correnti perché si viene a minare il principio
dell'autonomia e dell'indipendenza del magistrato. Si parla di meritocrazia però
poi alla fine chi riveste dei ruoli direttivi e quelle famose telefonate ce lo
hanno appunto detto senza mezzi termini, non sono persone che certamente hanno
meriti nel senso letterale del termine Blog: una giustizia senza
intercettazioni come sarebbe? Forleo: sarebbe la fine Blog: il magistrato che si butta
in politica? Forleo: io credo che ogni
cittadino e quindi anche ogni magistrato ha il diritto di andare in politica o
di scendere in campo come si suol dire, ho sempre creduto e continuo a credere
che questa scelta deve essere però irreversibile, nel senso che una volta che si
entra in politica poi non si debba tornare in magistratura perché si minerebbe
poi la immagine di autonomia e indipendenza che deve connotare un magistrato. Mi
meraviglia solo questo - voglio essere un po' provocatoria - mi meraviglia che
il problema si sia posto con la discesa in campo tra virgolette di Luigi De
Magistris perché tanti magistrati di diverso colore politico sono scesi in
politica e sono tutti tornati a fare i magistrati, penso primo fra tutti il
grande accusatore di Luigi De Magistris
Vito D'Ambrosio, penso a Felice Casson e ad altri.
Ritengo che il problema si sta ponendo adesso se som mi i vertici del potere
politico e del potere giudiziario incluso Nicola Mancino, si siano
affrettati a dire che un magistrato che entra in politica poi non deve tornare
in magistratura e speculare sul fatto che probabilmente questa discesa in campo
è un po' pericolosa. L'ho considerata e la considero una rivoluzione che Antonio
Di Pietro ha avuto il coraggio di compiere. Cioè Antonio Di Pietro ha compreso
che i magistrati, come le stagioni, non ci sono più quelli di una volta, ci sono
magistrati da difendere e magistrati da non difendere, non certamente secondo le
logiche dell'Associazione nazionale magistrati Blog: lei non ha mai pensato di
scendere in politica? Forleo: non ci ho mai pensato Blog: e non lo farà? Forleo: questo ovviamente non si
può dire nel senso che io ritengo di non avere le doti di un politico che sono
quelle del compromesso e della mediazione, se poi la politica con la P maiuscola
potrà avviarsi ad un discorso che la svincola dal compromesso e dalla mediazione
mai dire mai. Ci terrei però a indossare la toga serenamente per il resto della
mia vita