La Libertà

By zim

                                                                     

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la libertà

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zim

Date Posted:

 

Mar 9, 06 - 11:34 PM

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Un uomo va dal suo re che ha grande fama di saggezza e gli chiede: "Sire, dimmi, esiste la libertà nella vita?"
"Certo!", gli risponde quello. "Quante gambe hai?"
L'uomo si guarda, sorpreso dalla domanda. "Due, mio Signore."
"E tu, sei capace di stare su una?"
"Certo."
"Prova allora. Decidi su quale."
L'uomo pensa un pò, poi tira su la sinistra, appoggiando tutto il proprio peso sulla gamba destra.
"Bene", dice il re. "E ora tira su anche quell'altra."
"Come? E' impossibile, mio Signore!"
"Vedi? Questa è la libertà. Sei libero, ma solo di prendere la prima decisione. Poi non più."

(T.Terzani, "Un altro giro di giostra", 2004)

 

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Letto così..

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eremita

Date Posted:

 

Mar 10, 06 - 4:41 AM

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.. non mi suscita particolari riflessioni, se non che non condivido quanto asserito dal re.
Il fatto però che tu abbia estrapolato questo passo, mi ha fatto domandare cosa ti ha spinto a metterlo qui e di cosa tratta il libro! Cosa, che per mia natura, ho trovato interessante!
Indico di seguito una recensione su questo libro:

" Viaggiare è sempre stato per Terzani un modo di vivere e così, quando gli viene annunciato che la sua vita è ora in pericolo, mettersi in viaggio alla ricerca di una soluzione è la sua risposta istintiva. Solo che questo è un viaggio diverso da tutti gli altri, e anche il più difficile perché ogni passo, ogni scelta – a volte fra ragione e follia, fra scienza e magia- ha a che fare con la sua sopravvivenza. Strada facendo prende appunti. Da una lunga permanenza a New York e poi in un centro <> della California nasce un ritratto inquietante dell’America. Da un lungo girovagare per l’India, sempre in cerca di qualcosa o qualcuno che possa aiutarlo, Terzani arriva alla ad una visione di quel che di più profondo questo paese ha da offrire all’uomo: la sua spiritualità. Ogni cultura ha il suo modo di affrontare i problemi umani, specie quelli della malattia e del dolore. Alla fine il viaggio esterno alla ricerca di una cura si trasforma in un viaggio interiore, il viaggio di ritorno alle radici divine dell’uomo. La cura di tutte le cure è quella di cambiare il punto di vista, di cambiare se stessi e con questa rivoluzione interiore dare il proprio contributo alla speranza di un mondo migliore. Tutto il resto inutile? Niente affatto. Tutto serve, la mente gioca un enorme ruolo nelle nostre vite, i miracoli esistono, ma ognuno deve essere l’artefice del proprio.
Un libro sull’America, un libro sull’India, un libro sulla medicina classica e quella alternativa, un libro sulla ricerca della propria identità. Tanti libri in uno: un leggero e sorridente, un libro su quel che non va nelle nostre vite di donne e uomini moderni e su quel che è ancora splendido nell’universo fuori e dentro di noi."

 

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libertà vo cercando, che sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta.....

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gill...

Date Posted:

 

Mar 11, 06 - 2:24 PM

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....così diceva il buon Dante....
Ho letto e riletto, caro zim, le parole da te scritte e quelle di eremita.
Parliamo di libertà, a prescindere dal libro del grande Terzani.
Il libro dello scrittore per poterlo giudicare lo si dovrebbe aver letto tutti e non so se è così….invece ognuno di noi sa, o, meglio, ha una sua idea della libertà.
Questo è uno di quegli argomenti che ci potrebbe far parlare per ore e giorni perfino senza a giungere a compimento perché la libertà non è fisica, non è un fenomeno conoscibile ma è un’idea, per qualcuno un ideale, per altri un’utopia, per il filosofo è un “noumeno”, per me è….fermarmi a pensare, sguardo all’orizzonte, senza accorgermi minimamente del tempo che passa, libertà è volare col pensiero ovunque senza restrizioni per alcun motivo.
” La libertà è, come dice Enzo Biagi, come la poesia, non deve avere aggettivi, “è” libertà.”
Sono stati scritti libri interi e ancor più su questo argomento, Platone diceva che la libertà consiste nell'essere padrone della propria vita e nel fare poco conto delle ricchezze, Oriana Fallaci ha detto:” la libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere”, invece Gorge Orwell ha detto che se la libertà significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non vogliono sentire.
Victor Hugo disse: la libertà comincia dall'ironia, Gandhi invece: non vale la pena avere la libertà se questo non implica avere la libertà di sbagliare.
Ecco…la libertà è solo il nostro pensiero…ognuno ha il suo ed esplicarlo in scritto o in parole, nelle azioni quotidiane o solo guardandosi in faccia ecco…questa è libertà…secondo gill..ovviamente!

p.s.: se poi vogliamo parlare del libro di Terzani allora….è un’altra cosa…anzi…un altro giro di giostra.. Ma poi…a ben pensarci…la vita è una giostra, ogni giorno un giro…magari con la libertà di scegliere se far bene o male….ma poi cos’è il bene o il male…essere liberi di decidere ciò che è meglio per noi secondo noi, ma se così facendo si fa del male (involontario) ad altri…è ancora libertà o no?....

 

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in risposta al..

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eremita

Date Posted:

 

Mar 12, 06 - 7:32 AM

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..quesito del p.s.!!
Non ho incertezza in merito!!
La risposta è: certamente si!! è ancora libertà!

 

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in risposta a me stesso

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zim

Date Posted:

 

Mar 13, 06 - 1:03 AM

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prima di tutto preciso che le parole riportate, dal libro di Terzani, non sono in realtà sue, ma di un detto vecchio di secoli proveniente dall'asia centrale.
rispondo anche al P.S. di gill...no, non è più libertà quando nuoce agli altri. O, per lo meno, se anche si tratta di una qualche forma perversa di libertà, non ha diritto di asilo nella mente dei giusti (per dirla meglio...la libertà mia finisce dove comincia la tua!).
zim

 

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la libertà condizionata

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eremita

Date Posted:

 

Mar 13, 06 - 4:52 AM

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.. nella mia mente "da sbagliato", trova asilo la forma perversa di libertà!!
Quale sia questa forma non mi è ben chiaro, quali e secondo quale criterio o legge suprema siano i "giusti", meno che meno!
Di certo, come scritto da gill, la libertà in quanto pensiero (o forse sarebbe meglio dire "non pensiero"), per me non ha nulla a che vedere con quello che potrebbe rivelarsi un "involontario" male altrui.
Nel momento in cui il mio agire fosse condizionato dall'altrui sofferenza, inevitabilmente la mia libertà verrebbe meno! ma il confine tra queste "parole"..libertà, rispetto, egoismo.. talvolta è davvero impercettibile!
Ti faccio una domanda zim: qualora ti venisse diagnosticato un male, e decidessi di non far nulla per combatterlo! sarebbe una tua libertà scegliere cosa e come affrontare la tua esistenza o uno sconfinare nella libertà dei tuoi cari? o forse qui la libertà.. centra ben poco?!?

 

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Re: la libertà condizionata

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zim

Date Posted:

 

Mar 14, 06 - 12:01 AM

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ribadisco
ritengo, in linea teorica (ma neanche tanto), profondamente sbagliato e perverso considerare "libertà" anche quello che viola la libertà altrui. E parlo solo a titolo personale, non mi sembra di averla prospettata in termini moralistici/assoluti (tipo "legge suprema"). Non pretendo certo che questo criterio valga per tutti e dovunque: rivendico però la "libertà" di avere un'opinione e, in base a questa, dividere ciò che mi si para davanti fra fatti "giusti" e "sbagliati" (almeno secondo me!).

Ma in fondo è vero però che stiamo parlando di faccende talmente effimere da rendere difficile porsi sullo stesso piano di ragionamento; io magari penso a fatti concreti, magari un altro può intenderla più sul piano morale o filosofico, un terzo ancora interpretare certi discorsi in chiave poetica o artistica (in senso lato). Tutto questo è normale e giusto, ma sempre e comunque fino a non lacerare le scelte (o la libertà di farne) altrui.

Condizionare il proprio comportamente dall'eventuale altrui sofferenza ... o, per dirla in senso ancora più generale, dall'eventuale altrui volontà: bravo, eremita, è un caso abbastanza limite ma è il vero nocciolo del problema. Attorno a questa domanda c'è tutto il discorso, e solo rispondendo francamente a questo si evitano ogni tipo di finzioni o "chiacchere". E credo che ad ognuno vada riconosciuto il diritto di rispondere a suo modo, come frutto delle sue esperienze personali.
Io credo che, nel rispettare le "libertà" altrui, non ci sia un vero condizionamento (cioè un venir meno della propria libertà). Al contrario, nel lasciare che le libertà altrui si mischino alle proprie e ne interagiscono... è lì che sta la vera libertà, non quella della "sopravvivenza", dell'io assoluto che abita soloo su un pianeta deserto, ma dell'uomo libero tra uomini liberi. Pari tra pari.
la mia risposta?
La libertà, nella domanda che fai, c'entra eccome. Rifiutare un'eventuale cura di un'eventuale malanno...certo che ricade sulle "libertà" dei propri cari. Ed in maniera anche pesante. Cosa si persegue? cosa si cerca, nel caso di rifiuto di una cura? di morirne? o si cerca di seguire una strada di versa andando comunque verso un miglioramento? io penso che in entrambe i casi sono scelte che bisogna rispettare. Con dolore e sofferenza, come sai bene anche delle mie personalissime faccende. Ma tant'è: la strada della perfezione è lunga e difficile...
zim

 

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Re: Re: la libertà condizionata

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eremita

Date Posted:

 

Mar 14, 06 - 4:48 AM

Message:

 

Mio caro amico,
sai bene quanto io spesso ponga un attenzione eccessiva all’uso ed al peso delle parole!
E’ un mio difetto! Mio malgrado devo però segnalarti che nel tuo intervento precedente, tu parli del diritto di asilo “nella mente dei giusti” (decisamente molto profetico/moralistico/assoluto) ed ora invece mi parli di “fatti” giusti e sbagliati.
Non credo ti sfuggirà la differenza tra queste due affermazioni!
La citazione dell’abituale modo di dire (che io peraltro condivido) “la mia libertà finisce dove comincia la tua”, la trovo un po’ persa nel suo contesto! Ovvero poco ci azzecca con l’asilo nella mente dei giusti! Direi, invece, che ad essa si legano e da essa scaturiscono ben altri “concetti”, o se preferisci parole, come il rispetto, (che ad onor del vero, finalmente menzioni nel tuo ultimo post), le priorità, la conciliazione delle esigenze, e via discorrendo.
Sono lieto tu abbia risposto al mio quesito! Ed ovviamente non condivido che la mia libertà di scelta nell’approccio terapeutico ad una malattia, cozzi con la “libertà” di chi mi sta vicino! Direi che può cozzare con tante altre cose! ma non certo con la loro libertà! Loro sono e restano liberi di non condividere, di manifestare il loro dissenso..ma poi, come dici tu stesso ( e nel richiamare la citazione di prima) devono fermarsi poiché la loro libertà consta nel manifestar dissenso e decidere se percorrere la strada insieme a me, il resto violerebbe la mia!! Ergo, si può parlare di tante altre cose..(rispetto, amore x il proprio prossimo/compagno ecc.) ma non certo di violazione della libertà altrui.
In ogni caso, voglio congedarmi, avvalendomi anche io di una citazione:
Amore, rispetto, libertà….sono parole!
Ciò che conta è l’interazione che esse comportano.

 

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Re: Re: Re: la libertà condizionata

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zim

Date Posted:

 

Mar 14, 06 - 6:56 AM

Message:

 

No. non si può parlare di "violazione di libertà", nel caso in questione. Sono d'accordo.
Ma...

Ma ciascuno di noi, che interagiamo momento dopo momento con moltissime persone e situazioni, non è altro che una "sintesi" tra ciò che siamo davvero "di natura" e quello che l'esperienza (cioè l'interazione) ci inietta. Una sintesi, quindi, ed è perciò impossibile prescindere dal rispetto per cosa abbiamo vicino (persone ed animali, ma anche oggetti e pensieri) nelle nostre scelte. E ciò perchè tali scelte sono già intrinsecamente condivise nella nostra stessa natura... moi siamo qualcosa che già risente, di per noi stessi, dalla presenza e dall'interazione con gli altri. Almeno credo...
Di più...
hai qualche ragione anche su un altro punto: l'attenzione alle parole, che tu denunci come "eccessiva", in realtà non è un vero e proprio difetto. è solo una perdita di tempo... e lo spiego rispondendo sul punto:
dire che il ripetto per la libertà altrui è un concetto che "risiede nella mente dei giusti" non è un modo per innalzare il mio pensiero, per renderlo assoluto o universale: è solo per dire che è un fatto importante e che io penso esattamente questo! quello che penso ho gia qualche difficoltà a farlo valere per me stesso che non ci penso prorpio a fare affermazioni assolute!. Di più: rifermi poi a fatti "giusti" o "sbagliati" non è un refuso, o un modo per dire qualunque cosa o per eludere un concetto. è come dire: ripettare le libertà degli altri, considerarlo un confine alle nostre libertà è una...libertà, non una limitazione! e questo è un "fatto" talmente naturale (lo è, lo è...) e giusto che... ha asilo nella mente dei giusti (almeno...secondo me!). Lo credo davvero, che la mente delle persone giuste sintetizzi in maniera ottimale proprio le libertà. O no?

Fermarmi nel rispettare le libertà degli altri? sempre...spesso facilmente (nelle cose che mi interessano poco)... a volte con sofferenza, altre con rabbia ed orrore.

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