Eutanasia si o no?!

By Gill

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Eutanasia si o no

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gill

Date Posted:

 

Sep 26, 06 - 2:18 PM

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Grandi quesiti questi su cui vogliamo discutere…
Non si può chiedere a qualcuno di applicare l'eutanasia perchè sarebbe chiedergli di uccidere e, l’altro, nessuno può regolamentare o decidere sul diritto alla vita.
Si, hai ragione tu eremita, dicendo che questo forum altro non è che il prosieguo di quello sulla libertà.
Difatti il suicidio, il darsi la morte per qualsiasi motivo, può essere inteso proprio come estrema manifestazione della propria volontà, privarsi volontariamente della vita come affermazione della propria libertà.
Non sono d’accordo su questa affermazione per motivi di etica e religione personale, pur riconoscendo il diritto alla più completa libertà, ma qui il discorso non è sul suicidio bensì sull’eutanasia, che vuol dire (dal greco)morire bene, cioè riuscire a farsi dare la morte dolcemente, per non soffrire, ma non per mano propria ma per mano altrui, e qui ci sarebbe, paradossalmente, una limitazione della libertà dell'altro costringendolo, con motivazioni pietistiche, a fare un'azione che da solo non farebbe.
Piergiorgio Welby, nel suo videomessaggio al presidente Napoletano,ha posto questo problema estremo della vita e della morte. Egli dichiara che la sua vita è non vita, in quanto gli vengono negate dalla malattia tutte quelle funzioni, anche minime, che gli permettevano di essere attivo.
Qualche giorno fa è morta una signora che era esattamente nelle sue condizioni: non ha mai chiesto di morire. E’ morta perché il cuore era esausto.
Alcune considerazioni sono d’obbligo a proposito dell’eutanasia:

La prima è che anche nelle condizioni estreme di malattia irreversibile le reazioni di chi sta male non sono affatto uguali. Non tutti desiderano la morte: anzi.
C’è chi chiede disperatamente di far qualcosa oltre il limite immaginabile. Nessun protocollo sanitario oggettivo può disporre dunque il confine oltre il quale l’intervento terapeutico va interrotto. Né terzi (parenti, amici) possono disporre della vita altrui.
Nel coma più profondo nessuno può dire se quella persona desiderava vivere o morire.
Nella vicenda di Terry Schiavo, la ragazza americana fatta morire da terzi, il dramma è stato è che qualcuno ha deciso della vita di qualcun altro, senza averne diritto.

La seconda considerazione riguarda chi, sfinito, chiede di morire. Credo che la chiave di volta sia non già nel desiderio della morte, ma di una vita ancora degna di essere vissuta.

L’intervento sanitario, nei casi estremi, va diretto alla qualità della vita e non già alla sua durata. La questione è drammatica nella terapia del dolore. Se la malattia è irreversibile è inutile far durare qualche giorno di più la vita, facendo patire dolori indicibili. Non è giusto seguire protocolli terapeutici uguali sia se la speranza di vita sia lunga, che breve, sia con speranza di guarigione o senza.

La terza considerazione riguarda “la qualità” complessiva della vita. Il desiderio di morte si attenua se qualcuno, nonostante la malattia, è circondato da chi gli vuol bene.

Se, nonostante tutte le attenzioni, qualcuno chiede di morire, non è possibile (secondo me) rispondere a questo desiderio, perché nessuno può aver potere di dare morte. La morte infatti è negativa sempre e comunque. Nelle guerre, nelle devastazioni, nelle povertà e anche nelle malattie, senza contare che per la legge degli uomini (tralasciando ogni riferimento religioso) procurare la morte di un essere umano equivale ad omicidio, pertanto punibile dalla legge. Ma a parte ciò, come si può usare la scure della morte su di un uomo senza porsi alcuna domanda?Chi chiede di morire può invece desiderare e ottenere che l’accanimento terapeutico non prosegua senza discernimento umano. La scienza deve sempre e comunque relazionarsi con la qualità complessiva della vita e, anche per motivi nobili, non può travalicare la dignità della singola persona, della quale resta strumento.

 

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Re: Eutanasia si o no

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HC

Date Posted:

 

Sep 27, 06 - 6:49 AM

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Dopo aver letto il post di Gill, che dire di più, visto che sono daccordo al 100%?
I punti che mi arrovellano il cervello sono, però, questi:
chi mi dice che il mio pensiero sia quello "giusto"?
Chi mi dice che "se capitasse a me" non la penserei diversamente?
Quand'è che inizia un "accanimento terapeutico"?
Chi deve esegure l'eutanasia (può sottrarsi a questo)?
Per ora è tutto...

 

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Re: suicidio o omicidio?

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HC

Date Posted:

 

Sep 28, 06 - 2:06 AM

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Se un essere umano decide di suicidarsi è condannabile il suo gesto?
Credo di no!
Che ne sappiamo noi dei motivi che l'hanno portato a terminarsi la vita.
Che ne sappiamo quello cosa gli è passato per la testa, la disperazione che ha provato chissà per quanto tempo...
Anche la Chiesa non condanna più di tanto tali gesti, nel senso che oggi come oggi permette i funerali religiosi per il suicidio.
Penso che il motivo (posso sbagliarmi) sia perchè il suicida, in genere, viene considerato persona incapace di "intendere e di volere", la disperazione di cui sopra porta spesso a questo...
Nel caso dell'eutanasia, invece, il richiedente deve essere capace di intendere e di volere, o perchè l'ha scritto prima (testamento?) o percè, in caso di vita vegetativa, la decisone viene presa da un parente prossimo che dovrebbe sapere come la pensa il soggetto.
1° caso:
Il soggetto che lo scrive nel testamento è perfettamente capace di intendere ecc.
Questo è difficile accettarlo...
Se non specifica in quali casi vuole trapassare per mano di altri, ovvero il testamento risulti generico, la decisione dell'eutanasia è delegata a terzi... e siamo daccapo.
2° caso:
Nessuna volontà scritta.
In questo caso se il parente conosce perfettamente il pensiero del soggetto è come se ci fosse un testamento scritto, altrimenti si potrebbe configurare, e solo in questo caso, un vero e proprio omicidio.
Chi poi materialmente "stacca la spina", se se la sente, non ha alcuna colpa...
Si parla di accanimento terapeutico ma non so proprio a cosa si intende e quando inizia questo accanimento...c'è da discuterne credo.
Sono stato un pò "fumoso" ed ho scritto di getto, magari mi sarò anche contraddetto...cmq parliamone...
Ciao a tutti...

 

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Re: Re: suicidio o omicidio?

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barney

Date Posted:

 

Sep 28, 06 - 2:57 AM

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il problema può esser visto anche sotto qsto aspetto:
siamo padroni della nostra vita?
oppure la vita è qsa che abbiamo dentro e che dobbiamo lasciare che faccia di noi quello che vuole?
nn so se mi sono capito....

 

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Re: Eutanasia si o no

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eremita - parte prima

Date Posted:

 

Sep 30, 06 - 9:58 AM

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Ringrazio Gill per l’apertura del forum.. e faccio seguito a Voi che avete già scritto aggiungendo il mio pensiero.
Ad alcuni di Voi è ben noto, ad altri risulta fastidioso, che il mio pensiero è molto spesso, forse troppo, egocentrico..assolutistico! Ma in fondo.. io sono, come ognuno di Voi, il frutto del mio passato..inutile dannarsi!
Ho ascoltato molto in questi giorni! Molte frasi, molti discorsi, molte… “parole”! e come scrissi in una delle mie poetikerie… parole pur sempre parole! (del resto come quelle che mi appresto a scrivere).
Tutti quelli che ho ascoltato, sarà un limite del mio tempo da dedicare alla televisione, o avevano una cravatta al collo..o un anello al dito (leggasi quel pezzo di deficiente di Ruini!).. ovviamente lo appello tale..giacchè nella sua intervista, poco dopo l’intervento di Napolitano ricordava che la pena di morte in Italia è stata abolita! (mah!!) mi sfugge il nesso tra pena di morte ed eutanasia!
Gill ha posto l’esempio di una sua conoscenza che non ha mai fatto richieste di essere accompagnata dolcemente alla sua fine! Eppure non ho visto rilevanza di interviste a chi vive in un polmone d’acciaio, o situazioni simili a quelle di Piergiorgio Welby.
A dir il vero questo lo dico solo per dar seguito ad uno dei quesiti di hc..ovvero.. e se succedesse a me..cosa vorrei?
Nei miei viaggi a Parigi, ho incontrato molti di quelli che in quel periodo si appellavano in tv come “viaggi della speranza” (lo stesso che avrebbe voluto fare, per altri versi, Fogar in Cina) e fra tutte le cose che ho ascoltato.. forse quella che più mi è rimasta dentro, attinente o quasi a quello di cui parliamo, è la frase: si!.. è vero! Qui non si fanno miracoli.. ma si muore meglio e con più dignità!
Ho anche incontrato tante persone che pur non avendo l’autorizzazione della USL si pagavano da sole il viaggio e le cure mediche (l’allora modello E112) proprio in virtù di questo pensiero.
Ma tutti avevano un comune denominatore.. la speranza!
Non molto tempo fa scrissi in questa tenda che siamo fatti per morire! Ed è questo che da significato a ciò che facciamo!
In molte delle cose che ho ascoltato e in alcuni passaggi di Gill mi sembra che questa “verità” innegabile si perda un po’ di vista! In effetti non capisco perché si parla di diritto alla vita, quando in effetti forse sarebbe più corretto parlare di diritto ala morte! L’essere umano ha la tendenza ad elevarsi sempre un gradino più su di quello che sa o che crede di sapere! Da qui il fatto che se aiuto una persona a morire.. sono uno omicida! Se aiuto un cane..al massimo sono un disgraziato! La LEGGE!! Fatta da chi? Per chi!? La Legge della comunità..del branco! Per regolare ciò che è lecito o non lecito fare nel contesto di vita sociale! Ma che centra la legge nel momento in cui (e qui provo ad immedesimarmi) mi trovo in un letto, con un buco nella trachea, un sondino gastrico e qualche gruppo di continuità..n’se sa mai mancasse la corrente!!?!? Eh già! Perché se manca la corrente..e non ho un UPS (gruppo di continuità) o c’è qualcuno che si sbriga quanto meno a pomparmi aria nei polmoni.. o tanti saluti! Peccato che sarei costretto a morire soffocato! E questo solo perché non ho l’uso delle braccia! Altrimenti.. potrei farlo da solo! Ma dal momento che non ho l’uso delle braccia..e nemmeno delle gambe e nemmeno della parola..ho la disgrazia di dover ascoltare e vedere chi in tv si riempie la bocca di paroloni e parla di testamento biologico come una specie di scappatoia! Testamento biologico?!? De che!! Vi ricordate quando si pensò di chiedere ad ogni cittadino cosa fare dei suoi organi in caso di morte!? Io non risposi! Non perché non abbia un idea in merito! Ma perché non credo in questa nostra società basata sugli interessi economici dei pochi, che si appro*****no della loro invisibilità nei confronti dei molti! Ad oggi.. non affiderei mai questa decisione ad un mio testamento preventivo..ma semmai ad un medico di cui mi fido ciecamente.. e lascerei valutare a lui se davvero non c’è più nulla da fare per me! Troppi interessi in gioco! Troppi soldi.. pochi scrupoli!
Sono andato fuori tema solo per dire che il testamento biologico preventivo mi appare una stronzata.. giacchè dovrei esprimere una decisione oggi.. su un qualcosa, e non so bene cosa, potrebbe accadermi tra una ventina d’anni o domani, quale potrebbe essere la situazione e cosa la medicina potrebbe fare o non fare! E poi.. PERCHE’ parliamo di testamento biologico per i casi di quelle persone che magari solo con battito di ciglia stanno esprimendo la loro volontà!?!
(segue)

 

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Re: Eutanasia si o no

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eremita - parte seconda

Date Posted:

 

Sep 30, 06 - 9:59 AM

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Vi ricordate il paradosso? Tra un po’mi si dirà che non sono nemmeno libero di scegliere se farmi o non farmi amputare un piede!! Eh già! Avallare il mio rifiuto..sarebbe come avallare la mia scelta di morire prima con tutti e due i piedi piuttosto che più tardi con un piede solo! Io non ci sto a questa legge che vuole regolamentare anche l’unica cosa che “sicuramente” mi appartiene come la mia vita!
Gill ha riportato l’etimologia della parola eutanasia..e quindi.. se ho la fortuna di poter usare le braccia.. ho la possibilità di morire “bene” (magari sparandomi in vena una soluzione, o semplicemente un po’ d’aria) che qualcuno ha “per sbaglio” lasciato vicino al mio letto..( e siamo sereni giacchè sarebbe suicidio) se non ho questa fortuna.. rischio di violare la libertà altrui..chiedendo la stessa cosa? Con motivazioni pietistiche?!
Dice bene Gill! L’intervento sanitario va diretto alla qualità della vita e non già alla sua durata.. ed io aggiungo direttamente proporzionale alla qualità della mia morte ( e ribadisco.. che è l’unico traguardo uguale per tutti, almeno ad oggi, tutti li dobbiamo arrivare).
Non si può pensare di regolamentare con “Leggi sociali” la scelta di come morire, quando la mia sopravvivenza è garantita esclusivamente con mezzi artificiali e quando sono perfettamente in grado di decidere come andarmene! Non so se sia più brutale tenermi in vita per LEGGE e magari farmi morire soffocato dal mio sangue (ma almeno tutti hanno la coscienza e la fedina penale pulita) o aiutarmi nell’inevitabile passaggio in un modo meno cruento e doloroso!
Giacchè non faccio molta distinzione tra il mio cane e me stesso, di certo sono un candidato al carcere per omicidio! Perché nessuno mi costringerebbe ad una scelta!
Se qualcuno di Voi ricorda le mie parole di settembre dell’anno scorso.. io presi la decisione di non far morire il mio cane tra vomiti, diarrea e sangue! E non credo fosse pietà.. credo fosse amore! Lei poi ci fece il regalo e ci dispensò da una decisione, senza dubbio dolorosa, morendo quella stessa notte!
Se domani dovessi trovarmi di fronte a questa malaugurata possibilità..io “RISPETTEREI” la libertà di scelta di chi amo e può comunicare!
Rispetterei ed ammirerei la voglia di vivere nonostante tutto o asseconderei il suo desiderio di scegliere come morire!! Perché se la morte è inevitabile per tutti.. quando la sua presenza è tanto manifesta.. far finta di non vederla forse sarebbe un mero egoismo personale!!

 

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Re: Re: Eutanasia si o no

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gill

Date Posted:

 

Oct 1, 06 - 7:14 AM

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Ho letto ripetutamente tutte le vostre parole, praticamente siamo tutti allo stesso piano, ma in pratica:
CHI DI VOI si sentirebbe di fare qualcosa concretamente per far morire un parente o un amico che ci chiede di morire dato che non ce la fa più a vivere in uno stato quasi o totalmente vegetativo?
IO NO!
CHI DI VOI concretamente se la sentirebbe di fare una iniezione mortale o preparare un qualcosa di mortale per chi è alla fine per un cancro con dolori allucinanti ma vivo e lucido anche?
IO NO!
Se ci fosse un giorno una legge che regolamentasse questa cosa i medici sarebbero liberi di opporsi o sarebbero costretti dalla legge medesima?
Si parla tanto di eutanasia….ma se i medici per non so quali remore o problemi(non li ho mai capiti…) fanno fatica perfino a prescrivere ai malati terminali molto sofferenti medicine derivanti da morfina e simili….!
Mi sembra ovvio che in ogni caso…ci sono casi e casi…. E non è uno scioglilingua!
1) Malato in coma profondo ma che respira da solo e battito cardiaco autonomo, ma nutrito ed idratato artificialmente…che si fa? Nella realtà quell’uomo è vivo, non ci sono spine da staccare ma solo alimentazione e idratazione.
2) Malato con intelletto vigile, con patologia terminale, che si fa? E se lo si lasciasse nella sua casa, con le sue cose somministrandogli solo terapie antidolore adeguate per non soffrire? E se chiede di morire cosa rispondere? IO NON LO SO! Forse mi appellerei al mio amore per lui cercando di fargli capire che chi ama non può far morire…e forse non capirebbe neppure…
3) Poi c’è il malato completamente dipendente dalle macchine ed è qui che è nata la discussione , già da anni, sull’accanimento terapeutico. Anche la Chiesa su questo argomento è d’accordo sul fatto che è inutile ostinarsi con sofismi meccanici a prolungare uno stato di agonia quando cuore e cervello ormai sono andati…

Si, ho parlato di qualità della vita e con ciò sottintendevo anche una sua relativa ed ovvia qualità della morte, nel senso che cercando, con terapie adeguate e soprattutto col consenso del malato, il miglior tipo di vita possibile automaticamente ciò dovrebbe portare ad un tipo di morte non paurosa, oserei dire ..serena…
Ne ho viste di morti…per diversi motivi e patologie.
In ben 4 casi ho visto un chiaro sorriso sulle loro labbra subito dopo la morte, il sollievo dalle loro paure e dolori, eppure queste persone non mi hanno mai parlato di morte come loro desiderio, al contrario mene parlavano i loro familiari.
Dico questo per dire che è maledettamente difficile sapere cosa vuole o vorrebbe realmente una persona che langue giorno dopo giorno in un letto senza poter avere la vita di relazione e quelle piccole soddisfazioni, o litigi, o incazzature, o gioie, o pianti, o attacchi di invidia, o attacchi di felicità, insomma tutto quanto è VITA.
Stamani proprio, dopo aver saputo che un medico del mio paese è stato portato a Roma di corsa per essere operato di aneurisma al cuore, ho pensato nell’immediato: Signore, se deve rimanere come un tronco lesso nel letto meglio che te lo prendi tu… Si, ho pensato proprio queste precise parole….

 

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Re: Re: Re: Eutanasia si o no

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barney

Date Posted:

 

Oct 2, 06 - 4:21 AM

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adesso nn ricordo bene chi l'abbia detto
ma mi è sembrata un'osservazione intelligente
ci sono 2 persone destinate a morire
una chiede di esser mantenuta in vita
e nn ci son problemi
l'altra chiede di morire
e iniziano le difficoltà
entrambe sono lucide consapevoli
però quella che vuol vivere ha più diritti dell'altra

 

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Per la precisione...

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gill

Date Posted:

 

Oct 2, 06 - 9:46 AM

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Non voglio allargare un discorso già ampio e complesso di per sé.
Stiamo parlando di EUTANASIA che significa chiedere di morire senza dolore. Ciò significa che qualcuno deve fare in modo che un altro muoia, quindi o staccare la spina o fare iniezione mortale o altro sistema per cui l'effetto deve essere quello: MORIRE.
Ecco perchè io mi chiedo CHI avrebbe il coraggio di farlo,chi sarebbe autorizzato per leggea farlo, a prescindere dai rapporti personali con il malato.
IO starei molto male ( e mi è capitato...) vedendo una persona implorare la morte, ma personalmente so bene che mai avrei il coraggio di rare una cosa simile. Forse sarà vigliaccheria, non so, ma sono così. Naturalmente sappiamo bene che il concetto di eutanasia porta con sé molti altri problemi, mette in evidenza concetti di ordine etico/filosofico che ovviamente sarebbe lungo dibattere in questa sede.

 

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Di cosa parliamo!?

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eremita

Date Posted:

 

Oct 5, 06 - 10:44 AM

Message:

 

Perchè secondo me.. la tematica è così vasta e complessa che se ci mettiamo pure a divagar.. davvero diventa ancora tutto più difficile!
E mi parlate di obbighi di legge, ovvero se il medico sarebbe libero di opporsi all'applicazione d'elleutanasia... e mi parlate di casi e casi.. e di staccare la spina!
A dir la verità.. ci vedo anche un pizzico di gioco psicologico nel spostar il fulcro tra "eutanasia si o no" a chi lo fa o dovrebbe/potrebbe fare!
O meglio.. porre il quesito.. ma tu lo faresti!?
Non mi sembra che sia l'oggetto di questo forum!
così come non mi sembra che il paziente/malato in coma profondo, aiutato nella respirazione e nell'idratazione (nn mi risulta si possa far battere un cuore artificialmente!!) possa esprimere la sua volontà..per cui il caso "uno" poco è paragonabile con chi, invece, coscientemente non vuole vivere la propria esistenza senza poter parlare, ridere, muoversi, mangiare, respirare e via dicendo!
Ecco perchè questo tuo intervento Gill mi appare forviante!!
E ci torno! per gli animali.. per i cani.. non ci si è posto il problema di chi lo fa! si è lasciata la libertà a ciascun medico di decidere se applicare o meno questo tipo di..aiuto a morire bene, meglio..senza soffrire!
Quindi se vogliamo discutere su chi potrebbe o non potrebbe per me va bene! ma il punto principale.. è e resta.. lo vogliamo regolamentare?! con la legge!? vogliamo scrivere una legge (che regola il comportamento della comunità) su cosa io possa scegliere di fare della mia esistenza e della mia sofferenza e dei rischi che un soggetto corre se mi aiuta in questa mia "scelta"?!
O vogliamo lasciare la libertà sia a chi soffre sia a chi si sente fare una richiesta di questo tipo.. cosa fare.. nel rispetto della propria coscienza, sia essa etica e/o morale, tralasciando la legislatura?!
l'oggetto del forum è questo.. o mi sbaglio!?
(poi possiamo sempre aprirne altri 100 di forum.. e pure una sezione apposita se questo forum non può accogliere le migliaia di righe di argomentazione di ciascuno di noi)
Chi di Voi ha visto il collezionista di ossa? chi di Voi ricorda quella storia cinematografica?
tanto strana Vi appare!? al punto di dover IMPORRE la volontà del parlamento/chiesa.. a tutti gli esseri umani che vivono sul suolo italiano!?
Perchè di questo si tratta! di una imposizione!

 

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Re: Di cosa parliamo!?

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gill

Date Posted:

 

Oct 5, 06 - 11:46 AM

Message:

 

Stiamo parlando di eutanasia, che impone(nel caso esistesse per legge sia pure regolamentata da articoli e codicilli) o meglio imporrebbe una scelta di un singolo inabile a fare una cosa(la propria morte) ad un altro, un'altra persona che si ritroverebbe a dover pe rlegge rispettare una cosa che magari non si sente di voler fare...
Esempio...:
IO non voglio vivere più per mille motivi e la legge mi consente di chiedere eutanasia, allora chiedo al medico o chi per esso di farmi morire. La legge mi da ragione, è una scelta mia, una mia libertà che però INEVITABILMENTE va ad interferire con la libertà di altri, costringe altri a fare qualcosa che non vuole (forse) fare.
In questo senso dico che il discorso è per forza legato al “chi può farlo o chi vorrebbe farlo”.
Inutile fare una legge, in qualsivoglia materia, se non argomento gli attori che saranno su quella scena. Nella legge l’astrazione non ha senso: si articola una legge e poi si definiscono sempre quali sono le figure adibite a determinati compiti, altrimenti a cosa servirebbe la legge?
Mica si può dire …si, ok l’eutanasia, poi chi la fa la fa….
Quando si toccano problemi di ordine anche morale bisogna per forza porsi determinati interrogativi, secondo me ovviamente...

 

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Re: Re: Di cosa parliamo!?

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eremita

Date Posted:

 

Oct 5, 06 - 11:46 PM

Message:

 

Per come la vedo io.. dici bene quando scrivi:
"inutile fare una legge" ..punto!!
Inutile, se non perverso, imporre a chi soffre una situazione "estrema" di non poter chiedere ed inutile imporre a chi se lo sente chiedere di doverlo fare o non doverlo fare!
Libertà a chi soffre di scegliere e libertà a chi se lo sente chiedere di scegliere!!
E aggiungo! tu mia cara Gill hai, per situazioni personali ed ambiente di "lavoro" una panoramica piuttosto ampia! che però difetta di un altro punto di vista... quello dall'interno! (potrei sbagliare) Una cosa è vivere la malattia da osservatore ed "estremo" assistente.. altra cosa è viverla dall'interno! Nella mia esperienza, italiana e francese, ho conosciuto tante persone.. e quasi tutte sono decedute! Come te ho assistito a tutta una serie di casistiche in cui il paziente..il malato terminale si poneva nello status mentale..voglio lottare..voglio "vedere come va a finire".. in una parola..FORZA! quella forza interiore che raramente ho incontrato in "normali" condizioni di vita! ero presente e ho osservato (ahimè) la reazione di chi, dopo essersi sottoposto ad un intervento si sentiva dire.. mi spiace.. abbiamo aperto e richiuso.. non c'è niente da fare! Ho visto ed è viva dentro di me l' espressione, ho pianto (non ce la feci a trattermi..forse ero troppo giovane) sul suo petto mentre la sua mano mi accarezzava dolcemente! lontani da casa.. lontani dai parenti.. abbandonati dal proprio compagno! eppure..voglia di lottare sino ala fine! Ma quando questo non accade?!? quando i problemi e le situazioni sono perfino peggiori?!? tipo vivere immobile ma con mente vivissima?!
Davvero volete fare una legge su questo!? o meglio.. davvero non volete togliere le attuali restrizioni e lasciare ad ognuno di noi la libertà di cosa fare?!?
A tal punto si eleva la visione di "obblighi sociali"?!?
Al punto di non ammettere che un malato possa far una scelta diversa dalla vostra visione etica/morale di vita o non vita e che qualcun altro possa rendersi liberamente disponibile ad accompagnarlo!?

 

                                                                     

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