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Amicizia
è una parola, come amore, ciò che conta è l’interazione….
Questo punto è un assioma per me, ossia verità inconfutabile che non ha
bisogno di dimostrazione. Infatti interagire solo con se medesimi non
comporta né amicizia né amore se non in caso di patologia psichiatrica.
Gill aggiunge…:l’amicizia e l’amore sono due sentimenti che percorrono
strade parallele, partendo dalla stessa anima per giungere a persone
diverse ma, talvolta, con la medesima intensità. E’ come
cercare…cercare…,lentamente e con gioia, la giusta sintonia dei canali
in una vecchia radio a valvole per ascoltare la musica preferita.
Quando, e se, ci riesci il piacere è senza pari.
D’accordo anche sull’altro punto. Limitante molto e, aggiungo io, molto
deludente fare schema razionale su presenze/assenze di parter o amico.
Mica è registro di presenze di scuola o lavoro…..
Ovvio quindi che non si è amici o innamorati di qualcuno solo se ci si
vede ad un party o ad un funerale…..!
E’ un discorso molto semplice in fin dei conti, e qui la penso come te :
l’amicizia non è un atto dovuto, come nemmeno l’amore. Si sta insieme
perché ci si ama, perché si vuol condividere tempo, problemi, gioie,
divertimenti, dolori, la vita tutta! Così è amicizia quando ci si
confida delusioni , momenti belli o brutti, quando ci si incontra o
quando ci si scrive. E qui ci sarebbe tutta una letteratura
infatti….Oggi tra telefono, sms e mail i rapporti, le parole viaggiano
in tempo reale, ma quando una lettera, scritta a mano con un pennino
spuntito e macchie di inchiostro, impiegava decine di giorni se non più
per giungere a destinazione non esisteva l’amore o l’amicizia? Oh si….e
so, per i racconti di mia nonna, quanto dolce fosse per lei immergersi
nella scrittura al suo amato quasi fosse un incontro concreto….Quando ,
ad esempio, ci s’incontrava solo ai matrimoni e funerali, non c’erano
sentimenti? Oserei dire…più forti di quelli di oggi, e non ditemi che
pecco di romanticismo! Conosco bene il pensiero dell’eremita circa i
momenti ludici e non…e gli esempi da me portati li reputo ancora
validi….Dansk non venne da te con gli altri perché tu stavi male ma
perché tuo amico, perché il suo personalissimo sentire gli faceva fare
quella cosa. Tu sei venuto al ferragosto terracinese perché ti andava di
venire, ma saresti venuto senza ombra di amicizia?
Certo che non mi sognerei mai di invitarti a feste in casa, compleanni
di figlie o quant’altro…Visto che mi reputo tua amica so il tuo modo di
pensare e quindi magari posso insistere su un qualcosa che non faresti
solo per pigrizia non perché non “senti” di voler fare. E’ solo uno dei
modi di intendere il vivere quotidiano, del resto!
C’è a chi piacciono le feste, suonare o canticchiare canzoni, ballare,
o, in caso di eventi negativi, c’è chi si sente in dovere (dovere
affettuoso) di partecipare con presenza fattiva, prendendo parte in
prima persona all’evento. C’è chi si rinchiude al buio della propria
stanza piangendo lacrime amare nel cuscino, o che sorride quasi di
nascosto ad evento festaiolo partecipando con gli occhi e con l’anima
senza troppe parole. C’è chi esagera perché , in entrambi i casi
positivo o negativo, non riesce a equilibrare la propria emotività ed
allora si esagera con le parole o con i gesti, senza per questo essere
falso o ipocrita solo un po’…nevrastenico…
Chissà se sono riuscita a farmi capire….
In ultimo mi parli di chi è accanto ai sofferenti, ai malati….
“Tu” sai bene che è un discorso a parte….
Quando sta male una persona che amiamo le nostre reazioni possono essere
le più disparate, perfino le più assurde. Logica vorrebbe, ed anche
l’amore, che più sta male la persona amata più vicino bisognerebbe
starci, nei modi opportuni ma sempre vicino.
Nella realtà spesso non è così. Si passa dagli eroismi di chi dedica
esclusivamente al malato la propria vita all’abbandono totale. Ho
parlato personalmente con un padre che mi diceva che non sapeva che fare
o dire al figlio che ha impiegato “ben” 8 mesi a morire di
cancro…*******o? No…solo povero dentro….però, come tu dici, mai
generalizzare. L’orizzonte umano è fatto di una miriade di sfumature,
non di bianco e nero….
Sentirsi bene quando si sta con chi soffre? Bah…si , a volte! Sentirsi
utili, importanti?Si, Fenn lo sa. bene…
Vedi, eremì, a volte è più importanti sentirsi vivi che importanti, ed
aiutare chi sta male può farci sentire vivi. Se poi è anche utile ed
importante tanto meglio….
Vedi, eremì, io; ad esempio, amo profondamente le mie figlie ma le seguo
di fianco, le guardo, le ammiro, le amo, ma sempre sperando di non
sopraffarle, senza ingerenze dirette dato che stanno bene e che ormai
sono più che adulte, perché so bene che se vogliono e se avranno bisogno
chiederanno direttamente a me o al padre, perché entrambi ben presenti.
Invece chi è ammalato, |