Spaziando tra Cohelo e l'amicizia

By eremita

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Spaziando tra Cohelo e l'amicizia

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eremita

Date Posted:

 

Feb 22, 07 - 3:55 AM

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Beh! Qui c’è più spazio!
Intanto di frasi, aforismi, citazioni ecc. ecc. che ho fatto mie nel corso di questi anni ce ne sono tante ma certamente una di quelle più “eccellenti” è quella tratta dal film matrix: “..Amicizia è una parola, come amore, ciò che conta è l’interazione che essa comporta..”
(potrebbero non esser tutte le parole esatte.. ma il concetto c’è!)
Quindi non faccio ragionamenti di test! O di simbiosi! Anzi mi distacco da questi schemi..da queste “parole”! un test, perché dia un “risultato”, deve avere dei parametri e questi sarebbero inevitabilmente soggettivi! Ne deduco ( e sottolineo ..deduco) che il risultato sarà dato dal ns. punto di vista, le ns. esigenze ma soprattutto le ns. aspettative!
Schematizzare il rapporto con una persona a seconda se questa sia presente o meno, in malattia o in povertà, in gioia o felicità…lo trovo limitativo…limitante!
Certo! Per esperienza personale ricordo di essermi sentito dire che sono stato fortunato ad avere mia moglie accanto (allora era la mia fidanzata) dopo aver subito determinati interventi! Ma personalmente ritengo che sia solo un lato della medaglia! Se dovessi “valutare”, “incasellare” l’amore di mia moglie perché mi ha sposato nonostante una serie di problematiche credo le farei un torto! Allo stesso modo se dovessi incasellare come “vero amico”, Dansk perché venne a trovarmi insieme ad altri, prima che mi operassi.. sarebbe allo stesso modo riduttivo! primo perché per l’appunto quel giorno non c’era solo lui..e di altri ho perso proprio qualsiasi contatto! Secondo perché, per esempio, alla morte di mio padre.. lui non era presente al funerale! Quindi?! È o non è un amico?! Bah!
Dansk ed eremita sono amici nell’interazione dei loro rapporti e pensieri! Non nella rispettiva presenza nella materialità degli eventi, ludici o meno!
Che amicizia ed affetto possano essere riscontrabili nella presenza materiale ad eventi ludici o infelici è per me davvero cosa astratta! Allo steso modo non posso negare che in alcune situazioni ho sperato che taluna persona ci fosse, in qualunque modo, ma non a questo è legato il mio “sentire”! anche perché..come dico a me stesso.. le aspettative spesso possono restare disattese e sarebbe da sciocchi trarre da queste un “giudizio”.
Per rispondere a Gill, io non valuto o appello il mio rapporto in funzione di chi c’era al mio matrimonio o se e quante volte sono stato a trovare una persona a ferragosto! Mi stupisco che tu mi ponga questo esempio! Per dirla tutta.. prova ad invitare l’eremita ad una festa di compleanno di tua figlia! o alla comunione di una tua eventuale nipote.. e se da questo potrai trarne una valutazione.. beh! Ne riparleremo! Gli eventi ludici a cui tu fai cenno.. sono il mio personalissimo piacere di stare con una persona! Ed il più delle volte..questo prescinde dal suo assetto famigliare, da chi altro ad essa ruota intorno! E questo mia cara Gill.. lo sai bene! Poi mi è stato anche obiettato in alcune sedi che questa non può essere definita amicizia… può darsi! Ecco perché agli appellativi, agli standard preferisco ..l’interazione che non si colloca solo nella materiale presenza o assenza!
Vero anche che nella mia esperienza francese, ho incontrato diverse persone malate che si son trovate sole..senza compagno/marito.. perché.. era “troppo dura” per loro! E suppongo, cara, gill, che tu potresti portare altri esempi! Ricordo anche di averli appellati come b.a.s.t.a.r.d.i.! lo penso tutt’ora! Ma come ho già detto… generalizzare è sempre molto rischioso! Così come al mio matrimonio ho esplicitamente chiesto di non partecipare per “prassi”… perché si fa così! e di libero arbitrio ho escluso tante persone che secondo il mio personalissimo sentire sarebbero state presenti esclusivamente per parentela, per “dovere”, allo stesso modo sarebbe sciocco avere una moglie che ti sta vicino perché è giusto così quando poi di amore non v’è traccia!! E giacchè spesso lo spessore dei rapporti emerge proprio in situazioni difficili..meglio deludere, anche agli occhi della società, che illudere o recitare. Che pena restare vicino ad una persona perché è così che si fa! Che bello starci perché è così che si sente dentro!
E’ vero che il testo di Cohelo, nella sua almeno duplice interpetrazione, può essere assai opinabile..ma è altrettanto vero che spesso ci si rapporta ad una persona sofferente, qualunque sia il legame, perché in primo piano farlo ci fa star bene! Ci fa sentire utili e talvolta importanti! E questo è un aspetto che non mi sento di denigrare! Tantomeno negare! Chissà Fenn…
Il modo con cui lo scrittore riporta il suo pensiero è per me frutto di una forzatura ma non del tutto priva di una sua fattiva concretezza!
Con permesso.

 

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Re: Spaziando tra Cohelo e l'amicizia

Name:

 

gill

Date Posted:

 

Feb 22, 07 - 7:21 AM

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Amicizia è una parola, come amore, ciò che conta è l’interazione….
Questo punto è un assioma per me, ossia verità inconfutabile che non ha bisogno di dimostrazione. Infatti interagire solo con se medesimi non comporta né amicizia né amore se non in caso di patologia psichiatrica.
Gill aggiunge…:l’amicizia e l’amore sono due sentimenti che percorrono strade parallele, partendo dalla stessa anima per giungere a persone diverse ma, talvolta, con la medesima intensità. E’ come cercare…cercare…,lentamente e con gioia, la giusta sintonia dei canali in una vecchia radio a valvole per ascoltare la musica preferita. Quando, e se, ci riesci il piacere è senza pari.
D’accordo anche sull’altro punto. Limitante molto e, aggiungo io, molto deludente fare schema razionale su presenze/assenze di parter o amico. Mica è registro di presenze di scuola o lavoro…..
Ovvio quindi che non si è amici o innamorati di qualcuno solo se ci si vede ad un party o ad un funerale…..!
E’ un discorso molto semplice in fin dei conti, e qui la penso come te : l’amicizia non è un atto dovuto, come nemmeno l’amore. Si sta insieme perché ci si ama, perché si vuol condividere tempo, problemi, gioie, divertimenti, dolori, la vita tutta! Così è amicizia quando ci si confida delusioni , momenti belli o brutti, quando ci si incontra o quando ci si scrive. E qui ci sarebbe tutta una letteratura infatti….Oggi tra telefono, sms e mail i rapporti, le parole viaggiano in tempo reale, ma quando una lettera, scritta a mano con un pennino spuntito e macchie di inchiostro, impiegava decine di giorni se non più per giungere a destinazione non esisteva l’amore o l’amicizia? Oh si….e so, per i racconti di mia nonna, quanto dolce fosse per lei immergersi nella scrittura al suo amato quasi fosse un incontro concreto….Quando , ad esempio, ci s’incontrava solo ai matrimoni e funerali, non c’erano sentimenti? Oserei dire…più forti di quelli di oggi, e non ditemi che pecco di romanticismo! Conosco bene il pensiero dell’eremita circa i momenti ludici e non…e gli esempi da me portati li reputo ancora validi….Dansk non venne da te con gli altri perché tu stavi male ma perché tuo amico, perché il suo personalissimo sentire gli faceva fare quella cosa. Tu sei venuto al ferragosto terracinese perché ti andava di venire, ma saresti venuto senza ombra di amicizia?
Certo che non mi sognerei mai di invitarti a feste in casa, compleanni di figlie o quant’altro…Visto che mi reputo tua amica so il tuo modo di pensare e quindi magari posso insistere su un qualcosa che non faresti solo per pigrizia non perché non “senti” di voler fare. E’ solo uno dei modi di intendere il vivere quotidiano, del resto!
C’è a chi piacciono le feste, suonare o canticchiare canzoni, ballare, o, in caso di eventi negativi, c’è chi si sente in dovere (dovere affettuoso) di partecipare con presenza fattiva, prendendo parte in prima persona all’evento. C’è chi si rinchiude al buio della propria stanza piangendo lacrime amare nel cuscino, o che sorride quasi di nascosto ad evento festaiolo partecipando con gli occhi e con l’anima senza troppe parole. C’è chi esagera perché , in entrambi i casi positivo o negativo, non riesce a equilibrare la propria emotività ed allora si esagera con le parole o con i gesti, senza per questo essere falso o ipocrita solo un po’…nevrastenico…
Chissà se sono riuscita a farmi capire….
In ultimo mi parli di chi è accanto ai sofferenti, ai malati….
“Tu” sai bene che è un discorso a parte….
Quando sta male una persona che amiamo le nostre reazioni possono essere le più disparate, perfino le più assurde. Logica vorrebbe, ed anche l’amore, che più sta male la persona amata più vicino bisognerebbe starci, nei modi opportuni ma sempre vicino.
Nella realtà spesso non è così. Si passa dagli eroismi di chi dedica esclusivamente al malato la propria vita all’abbandono totale. Ho parlato personalmente con un padre che mi diceva che non sapeva che fare o dire al figlio che ha impiegato “ben” 8 mesi a morire di cancro…*******o? No…solo povero dentro….però, come tu dici, mai generalizzare. L’orizzonte umano è fatto di una miriade di sfumature, non di bianco e nero….
Sentirsi bene quando si sta con chi soffre? Bah…si , a volte! Sentirsi utili, importanti?Si, Fenn lo sa. bene…
Vedi, eremì, a volte è più importanti sentirsi vivi che importanti, ed aiutare chi sta male può farci sentire vivi. Se poi è anche utile ed importante tanto meglio….
Vedi, eremì, io; ad esempio, amo profondamente le mie figlie ma le seguo di fianco, le guardo, le ammiro, le amo, ma sempre sperando di non sopraffarle, senza ingerenze dirette dato che stanno bene e che ormai sono più che adulte, perché so bene che se vogliono e se avranno bisogno chiederanno direttamente a me o al padre, perché entrambi ben presenti. Invece chi è ammalato,

 

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Re: Re: Spaziando tra Cohelo e l'amicizia

Name:

 

gill_continua...

Date Posted:

 

Feb 22, 07 - 11:25 AM

Message:

 

. Invece chi è ammalato, e non parlo certo di una influenza, spesso ha pochi vicino, spesso nessuno….E’ in questi momenti che mi sento viva, ossia quando la forza, l’energia della mia vita serve per dare un qualcosa a queste persone io mi sento viva…
E’ capitato anche che alcuni si siano dedicati ai malati, ai sofferenti in genere, per dimenticare….per non pensare ai problemi personali…No, non risolvo i miei problemi pensando ai tuoi, però potrebbe capitare che nasce un sentimento d’amicizia con chi si aiuta ed è quel sentimento che poi ti fa star bene, oppure ti aiuta…ed è dolce il ritorno a casa quando saluti l’amico sapendo che il tuo affetto è servito a qualcosa….

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