Dialoghi tratti dal film l'Attimo fuggente.


"Perry: “Comprendere la poesia di Johnathan Evans Prichard, Professore emerito. Per

                 comprendere appieno la poesia, dobbiamo, innanzitutto, conoscere la metrica,

                 la rima e le figure retoriche e, poi porci due domande: uno con quanta efficacia

                 sia stato il fine poetico e due, quanto sia importante tale fine.

                 La prima domanda valuta la forma di una poesia, la seconda ne valuta

                 l’importanza. Una volta risposto a queste domande, determinare la grandezza

                 di una poesia, diventa una questione relativamente semplice.

                 Se segniamo la perfezione di una poesia sull’asse orizzontale di un grafico e la

                 sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l’area totale della

                 poesia per misurarne la grandezza.

                 Un sonetto di Byron può avere valori alti in verticale, ma soltanto medi in

                 orizzontale, un sonetto di Shakespeare avrà, d’altro canto, valori molto alti in

                 orizzontale e in verticale con un’imponente area totale, che, di conseguenza, ne

                 rivela l’autentica grandezza.

                 Procedendo nella lettura di questo libro, esercitatevi in tale metodo di

                 valutazione, crescendo così la vostra capacità di valutare la poesia, aumenterà

                 il vostro godimento e la comprensione della poesia”.

Keating:   “Escrementi! Ecco cosa penso delle teorie di J. Evans Prichard. Non stiamo

                 parlando di tubi, stiamo parlando di poesia, ma si può giudicare la poesia

                 facendo la hit parade. Gagliardo Byron, è solo al quinto posto, ma è poco

                 ballabile”.

                 - Risatine divertite -

Keating:  “Adesso voglio che strappiate quella pagina!: Coraggio, strappate

                l’intera pagina”. Mi avete sentito, strappatele? Ho detto strappatele! Coraggio,

                strappatela. Molto bene, Dalton, anzi, sapete una cosa, è meglio che strappiate

                tutta l’introduzione, voglio che sparisca per sempre, che non ne rimanga traccia

                alcuna. Avanti, strappate. Vai con Dio J. Evans Prichard, professore emerito.

                Strappate, strappate, rompete, frantumate, non voglio sentire altro che gli strappi

                del professor Prichard, forza che poi attacchiamo tutto in bagno. Non è la 

                Bibbia, non andrete certo all’inferno”.

Richard: ”Questo è matto!”

Keating: “Coraggio, fate un lavoro accurato, che non ne rimanga niente”:

Richard: “Ma non si strappa un libro!”

Neil:        “Strappa, strappa e strappa, dai!”

Keating: “Strappate, signori, strappate”.

Altri:        “E dai…”

               “Io strappo tutto il libro, è professore?”

               “Ah, Ah…”

Mc Allister: “Ma che diavolo sta succedendo qui!”

Keating: “Non sento più strappi”:

Mc Al.     “Signor Keating!”

Keating: “Signor Mc Allister!”

Mc Al.     “Mi scusi, io non sapevo che fosse qui”:

Keating: “E invece”:

Mc Al.     “Ah, allora, c’è, mi scusi”:

Keating: “Continuate a strappare, ragazzi. Questa è una battaglia, una guerra e le vittime

               sarebbero i vostri cuori e le vostre anime. Grazie mille, Dalton. Armate di

               accademici, che avanzano misurando la poesia, no, non lo permetteremo, basta

               con i J. Evans Prichard. E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la

               vostra testa, imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa si

               dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo. Quello sguardo negli

               occhi di Pitts dice che la letteratura dell’Ottocento non c’entra con le facoltà di

               economia e di medicina, può darsi. E lei, Hopkins, è d’accordo con lui e pensa:

               ”È sì, dovremmo semplicemente studiare il professor Prichard, imparare rima e

               metrica e preoccuparci di coltivare altre ambizioni”.

               Ho un segreto da confessarvi, avvicinatevi, avvicinatevi! Non leggiamo e

               scriviamo poesie perché è carino, noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo

               membri della razza umana e la razza umana è piena di passione. Medicina,

               legge, economia, ingegneria, sono nobili professioni, necessarie al nostro

               sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste

               le cose che ci tengono in vita.

               Citando Walt Whitman:

               “O me o vita!

               Domande come queste mi perseguitano.

               Infiniti cortei di infedeli,

               città gremite di stolti,

               che v’è di nuovo in tutto questo?

               O me o vita!

               Risposta:

               Che tu sei qui,

               che la vita esiste e l’identità,

               che il potente spettacolo continua

               e che tu puoi contribuire con un verso”.

               “Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso”.

               Quale sarà il tuo verso?”

 

   
   
   

torna alla pagina degli aforismi