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La connessione
al server del cuore
è lenta come una lumaca ubriaca,
intrecciata di confetti e mimose.
Di tutte le cose pensate
ricordo quelle mai dette,
nascoste come semi di senape
all’incrocio del dolore,
tra la memoria e la stella polare.
Sono un filo d’erba di maggio
al vento della sera, alla pioggia fresca
che lava la paura, al sole che scalda
ogni angolo nascosto.
Alla luna che osserva cinica
e scuote le spalle schifata
dalle nostre canzoni,
dagli amori ribaltati,
esagerati.
Non esiste una linea retta
nell’universo curvo attorno,
non esiste un angolo retto
ma solo approssimazione per difetto
o per eccesso di rabbia e sale.
Vorrei ballare, cantare,
fare cucù all’angelo di dio
e ridere di me, senza pudore
quando la notte cala
e il sole si vergogna.
Ma sono solo un filo d’erba,
che dura sino al mattino,
al sibilo della falce che miete,
con noncurante candore
senza riguardo, senza pudore.
Aggrappato ad un grumo
di terra calda e scura
avido di rugiada e calore.
Con le radici appena accennate
e i semi pronti a partire
come navi corsare
al soffio del vento
che scende
dall’azzurro
dell’infinito cielo.
Anser
pubblicata
il 02/07/09
Su autorizzazione
dell'autore abbiamo inserito tra queste pagine il brano che segue.
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