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Un
tempo ero nel ramo dei preziosi, roba che scotta.
Un po’ rubavo, un po’ ricettavo, insomma ero una trafficante
e per i bottini più ricchi era mio solito recarmi lì
dove la gente si assembra senza apparente motivo.
Una festa, una cena, una circostanza da celebrare.
Io mi sedevo e cominciavo a lavorare.
Ci sono autentici gioielli che cadono dagli occhi delle persone,
che svelano inaspettati segreti,
che tracciano inconsuete rotte
attraverso storie passate e mille, probabili, domani.
Sono una trafficante di sguardi
da cui traccio mappe che mi conducono a rari tesori.
Trafugo, nascondo e rivendo all’occorrenza,
una gemma alla volta.
Rubini di ardente passione,
smeraldi d’invidia,
zaffiri di eterea compassione…
Diamanti di tristezza che illuminano l’abisso:
quelli li tengo per me che sono un' intenditrice...
Gill
5/06/2007
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