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Dal primo gemito al primo tramonto,
non è passato poi molto,
eppure,
quante strade, quanti sentieri ho già incrociato, sviato.
Due scie parallele corrono dietro di me,
prima lievi, quasi impercettibili!.
Inutile affrettare il passo,
inutile fuggire.
Ho osservato il loro accentuarsi,
sono diventate due solchi ben distinti
Cammino, con passo lento e costante,
testa bassa,
quasi dovessi contrastare un vento,
che a volte percepisco, altre non capisco!
Perché non alzo il capo?
Sul mio percorso nulla più osservo, nulla ascolto?
Non scorgo le oasi verdi? Non ascolto i gorgoglii delle sorgenti?
- “Ehi! Ne hai appena passata una... Era li... di fianco a te!
Perché non ti sei fermato?” -
(così sussurra una voce da luoghi lontani).
Molte oasi ho già incontrato
e pur quasi mai mi son fermato.
gli son passato accanto,
senza una deviazione, una sosta!
Perché continuo in questa lenta ma inesorabile andatura?
Dritto, sempre dritto sono andato,
talora stanco,
ma sempre così cocciutamente determinato.
- “Laggiù, verso quella lontana visione vuoi andare?”
(sussurra sempre quella voce lontana).
- "Due linee, di cielo e di sabbia
si toccano lontano, sono l’orizzonte!
Ma tu li non puoi arrivare!” -
I pendii, le valli,
le dune e le sorgenti che ho passato
a quella vista non mi hanno avvicinato,
e con lo sguardo sempre in basso rivolto
dall’oggi la mia attenzione ho distolto.
Cala la notte.
Solo allora i solchi si fermano dietro di me,
a volte c’è pioggia, altre le stelle,
poi torna il giorno,
a volte c’è il sole, talora scalda altre scotta
a volte c’è nembo, talora da refrigerio altre oscura
ma di questo non sembro prendermi cura
e proseguo il mio percorso
con la stessa, insistente, premura.
- “Sempre lontano sarà l’orizzonte,
non aver fretta di arrivare.
Lì, con la tua slitta, non puoi andare." -
I solchi dietro di me non posso cancellare,
la mia slitta sempre con me dovrò portare,
sempre più pesante essa diventerà,
e sempre più marcate saranno le sue tracce!
Ciò che ad essa mi lega non può esser sciolto,
ciò che di questa spesso mi pesa
è parte della mia esistenza, del mio peregrinare,
E’ l’andare delle cose, è la via di ogni viaggiatore!
Senza di essa più non sarei.
E pur dell’oggi ho una certezza,
la mia slitta, se potessi, svuoterei.
eremita
23/02/06
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