Scalatore

 

 

Ti rivedo nei miei ricordi

fu animo libero.

Lampi di luce e immagini sbiadite

si affacciano

di tanto in tanto

riportando alla mente

storie di un recente passato.

 

Eppure così lontano mi appare

così lontano e irraggiungibile

quell’animo mio.

 

Spesso mi convinco di una sterile ricerca

di un inutile e affannosa speranza

che non può trovare soddisfazione.

 

Poi cado nello stesso,

medesimo, costante errore

e ci riprovo,

quasi dell’oggi e del domani

non avessi interesse.

 

Forse è così.. forse no!

non ho trovato risposte

tra le nebbie dell’anima

d’una desolata montagna.

 

E proprio come

per uno scalatore su una cima

dev’essere il mio cercare,

ripido, scosceso, faticoso,

pericoloso per il corpo come per il cuore.

 

Ma non c’è una vetta!

Non c’è rifugio!

Non c’è traguardo!

Inutile guardare giù, troppo lontana è la partenza.

Inutile guardare su, troppo alta è la cima

 

E la nebbia che tutt’intorno avvolge

Non consente visioni chiare, lucide, definite!

Ed allora che fare?

Dolce è il pensiero di lasciare la presa,

dolce immaginare non più stanchezza,

non più dolori, non più rischi di scivolare,

di farsi male.

 

Ma nacqui scalatore!

Un equilibrio, nel disequilibrio, mi tiene aggrappato alla presa.

Ho due certezze!

Giù non posso tornare,

non troverei più nulla di ciò che ricordo e vorrei.

Su non riesco ad andare,

stanco è il corpo e dolenti le mani.

 

Se nuove energie non riesco a trovare,

non mi resta che sperare nel vento,

che almeno diradi la nebbia,

che almeno possa vedere,

dove sono, ciò che ho intorno,

dove mi sono da tempo immemore fermato!

 

E chissà che la visione

non infonda rinata forza in questo…

…scalatore.

 

           eremita

               pubblicata il 07/02/09  

 

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