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E' un pò come all'asilo,
quando, col mio piccolo cuscino,
andavo a chiudermi nell'armadio coi colori
per riposare.
Poi si cresce,
e all'armadio magari non si arriva più,
perchè, spesso,
quello, come i sogni,
ora, si trova in alto.
E' che il senso del reale ci ha accorciato le ali
e si ha la consapevolezza che quello che abbiamo è di cristallo,
un pezzo unico:
"maneggiare con cura" è la sola frase che rimbomba in testa,
e si finisce per non avvicinarsi più alle cose,
se non con passo felpato,
per paura che tutto finisca,
muoia,
si rompa.
Perchè, se un tempo credevo che la morte fosse il peggio,
sto imparando che c'è sempre altro in più
a cui non c'è rimedio.
Noi,
gli altri che diventano parte di noi,
il perdersi.
Così ci sono volte in cui penso proprio di volerci stare in un armadio,
farne la mia dimora;
mi basterebbero al suo interno
una finestra che dia sulla spiaggia,
sì da bagnarmici i piedi in quel mare di calma,
una radio sintonizzata sempre sui colori
e una piccola luce a far da sfondo alla mia compagnia.
Alle pareti solo ricordi felici.
Poi, però, penso che forse
è proprio "ricordo" ciò che stona.
Pubblicata il 22/01/2012
Manu
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