|
Amore, elettricità e chimica.
Per
chiunque sia ricettivo al riguardo, credo che in generale…… in generale
la questione sia una sola.
O
forse due.
L’uomo tende all’assuefazione. E per sua natura e istinto rifiuta
l’assuefazione. La combatte continuamente alla ricerca di tutto ciò che
la possa allontanare. Sempre nuovi input, nuovi potenti stimoli, nuovi
cibi, nuova musica, nuove immagini, nuovi spazi, nuove emozioni, nuova
carne. Corpi o CARNE.
Siamo alla ricerca di tutto ciò che per il nostro corpo, in un processo
di sintesi, trasforma in energia, elettricità e chimica.
L’amore…, quello da secoli denominato amore, di fatto… potrebbe essere
soltanto chimica. Solo una lineare sequenza di funzioni chimiche.
Segnali elettrici che arrivano dal cervello e che virtualmente sentiamo
focalizzare nel cuore.
Noi
bruciamo e consumiamo, consumiamo e bruciamo tutto. La continua e
costante ricerca di nuova energia ci porta a spaziare ovunque.
E
qual malessere costante e latente, nasce forse anche dal senso di vuoto
e dolore che si prova quando qualcosa finisce. Quando hai qualcosa che
hai costruito con fatica, un sistema che credi solido, una tua
roccaforte inespugnabile… e invece cominci a sentire il richiamo di
nuova fonte di energia. (terre, viaggi, oceani, materia, cibo...carne e
corpi, tutto..)
Consumare e bruciare.
Accompagnati dal tremendo senso di vuoto che inevitabilmente arriva a
chiedere in conto. E fa stare male. Male a te ed a chi ti sta intorno.
Non
si tratta di trovare la solita metà della mela.
Qui
si parla di interi mercati ortofrutticoli.
Max Pagani
Data pubblicazione 03/09/2009
Su autorizzazione
dell'autore abbiamo inserito tra queste pagine il brano che segue.
Su sua esplicita richiesta sarà cura della redazione provvedere
all'immediata rimozione.
|