Un corteggiatore molto molesto

 

 

     

 

   
 

 

Mi prenderò cura di te, anche se non lo vorrai. Sarò dapprima la tua ombra invisibile, una presenza sottile e discreta nella tua vita, e la mia esistenza non ti turberà sinché non potrai vedermi, o sentirmi.

Ti crescerò accanto in modo impercettibile, e mi sentirò più forte della nostra nuova storia giorno dopo giorno, senza tuttavia impedirti d’accudire serenamente ai tuoi impegni; ne son certo, dapprima farai come io non ci fossi. Mai potrai avvertirmi, mai allontanarmi, mai impedirmi d’esserci: ma quando t’avrò scelta per compagna, non potrai più mandarmi via.

Poi un giorno, per caso o per necessità, dovrai pure accorgerti di me: è scontato. Scoprirai come io possa avere mille facce diverse, quanto sia capace di mille atrocità e quanto difendersi da me sia quasi impossibile. Comincerai a chiederti chi io sia, come abbia fatto a giungere a te, con quale diritto, e perché abbia deciso d’interessarmi alla tua vita; l'avverto dal tuo silenzio, è facile prevedere che avresti volentieri fatto a meno della mia compagnia ossessionante, come di tutto ciò che - come me - sappia rendersi terribilmente molesto.

Vivrai con me accanto molti giorni di sofferenza e sbigottimento, perché è mia natura ed abitudine accudire alla mia nuova compagna con dedizione e continuità, ma contro la sua volontà; e da quel giorno in poi, cercherai di scoprire chi o cosa abbiano stabilito che io potessi interessarmi a te. Tornerai a ritroso nel tempo, cercherai un momento particolare in cui tu non ti sia curata della mia presenza ed io abbia potuto abbattere la tua porta. Ti chiederai cosa avresti potuto fare per tenermi a distanza, per impedirmi di giungere a te. Ma sarà troppo tardi, e non potrai più mandarmi via.

Qualche volta ti chiederai dove mi trovi realmente, come mi muova, ed in che direzione intenda andare; ma avrai quasi sempre la sensazione che io in realtà sia ovunque. Piangerai e soffrirai all’idea di dovermi tenere comunque con te, cercherai di liberarti della mia presenza orribile ed ostile in ogni modo. T’aggrapperai ad ogni promessa, ad ogni speranza, ad ogni frase gentile, ad ogni possibilità d’eliminarmi. T'avviso... mi conosco bene, non sarà facile.

Ma chissà, forse un giorno ci riuscirai. Forse tu, o qualcuno per te, troverà un modo o il modo per impedirmi di nuocerti ancora. Forse riuscirò a far perdere le mie tracce, per illuderti d’avermi sconfitto. Ma non ti basteranno anni per liberarti di me, e potrò ribussare alla tua porta in qualunque momento. E' questo il mio peggiore difetto, ma anche la mia inequivocabile forza.

Altre volte qualche Solone in giacca e cravatta ti regalerà qualche speranza effimera, t’illuderà che io stia cambiando carattere o abitudini, o peggio, cercherà di convincerti che in realtà non ci sia nulla da temere; che esista insomma un rimedio anche per esseri abietti e crudeli come me. Ma tu tieni sempre alta la guardia, e se proprio non vuoi conoscermi, chiudi da subito ogni porta e finestra possibile, perché so essere ladro abilissimo, e perché in ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni istante della tua vita cercherò il modo d'entrare nella tua casa. Di farti mia, per sempre.

Qualcuno sostiene che io sia molto stupido, perché quando mi convinco d'aver raggiunto il trionfo, non realizzo come quella vittoria rappresenti in realtà la mia fine. Altri pronunciano malvolentieri il mio vero nome, esorcizzandolo con termini alternativi, come a volersi illudere che appellativi più gentili e meno crudi possano cambiare il mio particolare ed indesiderato modo di starti vicino; ma credimi, non servirebbe. So bene come guadagnare tutti gli spazi che mi occorreranno, e conosco tutte le strade più brevi per raggiungere il mio scopo. Non illuderti che sconfiggermi sia o sarà facile, né per te, né per nessuno che ti sia vicino.

Ora continua pure la tua vita come se io non esistessi, sarà meglio. Ignorami, per impedirti di temermi quanto dovresti; ma non dimenticare mai che ho mille volti, mille modi, mille motivi per raggiungerti comunque, e dovunque.

Ma soprattutto, non dimenticare mai il mio vero nome.

Io mi chiamo cancro.

 

Gianclaudio

http://www.neteditor.it/user/7031

 

Data pubblicazione 13/11/2008

 

Su autorizzazione dell'autore abbiamo inserito tra queste pagine il brano che segue. Su sua esplicita richiesta sarà cura della redazione provvedere all'immediata rimozione.

 
 
 

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