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Nel rovello silente d’un pomeriggio
d’agosto pochi rumori tagliano l’aria greve, in quest’ore torbide il
tempo s’invischia tra sbiaditi ricordi, e per gioco col pensiero rivado
negli anni e mi cerco in questo giorno sotto cieli uguali e diversi,
preso da qualche speranza che più non mi tiene o nell’ambasce d’un
cruccio lontano, e m’accorgo che il cuore sceglie con giudizio i propri
compagni di viaggio, ed i vecchi dolori li condanna ad un esilio
sdegnoso che ne fa ombre sempre più fioche, ma per ogni gioia che
ritrovo, un sorriso corteggia la piega delle labbra ed infine la spunta.
Solo accade che a volte il presente manca la staffetta, e quel lascito
di lieti ricordi plana su terreni accidentati, ché l’armonia d’un tempo
più non rinnova, ma aggrava nuove mestizie, e quelli che fummo ci
guardano con biasimo da vecchie foto, chiedendo lumi della nostra
cattiva condotta. In quale punto la sorte inciampò nei propri legacci?
Eppure un tempo avemmo albe luminose lungo la via, e passo svelto
incontro a mete lontane, ma poi c’ingannò una qualche infida svolta, e
vedemmo i sogni divergere verso altri orizzonti, ed imparammo che non è
dato d’andare a ritroso, ma puoi forzare il cammino fra ciottoli e
sterpaglie fino all’approdo sperato. Questo gravoso bilancio l’appunto
su fogli di velina, che piego in minuti vascelli e affido alla corrente;
ieri è un tempo che più non m’appartiene, non bilanci (zavorra di sogni
mancati), ma propositi nuovi ad indicare la via.
Narrando
http://narrando.splinder.com/
Data pubblicazione
14/07/2008
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